Napoli, riapre il Cimitero delle Fontanelle: si adottano i teschi
A Napoli riapre il Cimitero delle Fontanelle dal 18 aprile grazie al progetto di valorizzazione condiviso tra il Comune e la Cooperativa La Paranza

C’è un luogo a Napoli che per anni è rimasto chiuso e che ora torna accessibile: il Cimitero delle Fontanelle ritorna accessibile dopo un lungo periodo di chiusura. L’appuntamento è stato fissato per il 18 aprile con un evento collettivo che coinvolgerà istituzioni e cittadini per inaugurare l’inizio di una nuova fase per uno dei luoghi più identitari del territorio.
Dove si trova il Cimitero delle Fontanelle a Napoli
Il Cimitero delle Fontanelle si trova nel quartiere Sanità, in un’antica cava di tufo scavata nella collina di Materdei. Il nome deriva dai piccoli corsi d’acqua che in passato scorrevano nella zona, contribuendo a modellare il paesaggio.
Nel corso dei secoli, questo spazio è stato utilizzato come ossario per accogliere i resti di migliaia di persone, soprattutto di vittime di epidemie come la peste del Seicento e il colera dell’Ottocento, ma anche di cittadini che non avevano accesso a una sepoltura individuale.
Il risultato è un luogo prezioso e affascinante che conserva una memoria collettiva, stratificata e profondamente legata alla storia sociale della città di Napoli.
Dopo anni di chiusura dovuti alla mancanza di manutenzione, il sito è stato oggetto di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza e la riapertura, sostenuta da un ampio progetto di valorizzazione, vanta di una collaborazione tra pubblico e privato.
Come riportato sul sito del Comune di Napoli, il sindaco Gaetano Manfredi ha dichiarato: “Sin dall’insediamento abbiamo lavorato affinché il sito, per troppi anni abbandonato e poi chiuso per mancata manutenzione, potesse svelarsi di nuovo ai napoletani e ai milioni di turisti che visitano Napoli tutto l’anno.”
Lo stesso Manfredi ha sottolineato anche l’impatto sul territorio: “Tutto il quartiere delle Fontanelle e l’intero Rione Sanità ne beneficeranno, anche perché sono in programma iniziative di rifacimento delle strade nonché una nuova rete di trasporti che renderanno la zona più accessibile”.
La riapertura è stata presentata anche come un’opportunità per il tessuto sociale locale. Il presidente della Fondazione con il Sud, Stefano Consiglio, ha evidenziato come il progetto possa rappresentare “una ulteriore, grande opportunità per i giovani e per tutto il Rione Sanità e la città di Napoli”.
Perché al Cimitero delle Fontanelle si adottano i teschi
Uno degli aspetti più noti e al tempo stesso più complessi del sito è il culto delle cosiddette “anime pezzentelle”, ovvero le anime del Purgatorio senza nome. Si tratta di una pratica popolare che si è sviluppata tra Ottocento e Novecento, quando gli abitanti del quartiere di Napoli iniziarono a prendersi cura dei resti anonimi custoditi nel cimitero.
L’adozione di un teschio, spesso chiamato “capuzzella”, rappresenta un gesto di devozione e delinea un rapporto simbolico in cui il fedele si impegna a pregare per quell’anima, considerata dimenticata, ricevendo in cambio protezione o intercessione, instaurando un legame che ha dato origine a una forma di religiosità popolare che ha attraversato generazioni.
Con il tempo, il culto è stato regolamentato per tutelare il valore storico e religioso del sito e anche oggi la riapertura avviene nel rispetto di queste tradizioni, ma con un’impostazione più strutturata e consapevole.
Come riportato sul sito del Comune di Napoli, Susy Galeone, presidente della cooperativa La Paranza, ha spiegato: “In questi anni, la comunità del Rione Sanità ha avuto tempo e modi per riconoscersi nel processo di valorizzazione del patrimonio culturale e oggi è pienamente consapevole che prendersi cura del patrimonio culturale è una delle leve più potenti per rigenerare il tessuto sociale, rafforzare il senso di appartenenza e la coesione sociale, educare alla bellezza e preservare la memoria collettiva”.
Il Cimitero delle Fontanelle torna dunque accessibile sia come luogo di visita sia come spazio condiviso, capace di raccontare una parte profonda della storia napoletana.
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