Città dove si consuma più cocaina in Italia: cambia la classifica
Città italiane dove si consuma più cocaina, cambio al vertice: i risultati sulle tracce delle sostanze stupefacenti trovate nelle acque reflue

Cambia la città dove si consuma più cocaina in Italia: a rivelarlo è la nuova edizione del report ‘Wastewater analysis and drugs, a European multi-city study’ che si basa sull’analisi dei residui metabolici delle sostanze stupefacenti nelle acque reflue urbane.
Bolzano è la città dove si consuma più cocaina in Italia
In base alla nuova ricerca pubblicata dal gruppo Score, in collaborazione con l’Agenzia dell’Unione Europea per le droghe (Euda) la città dove si consuma più cocaina in Italia è Bolzano che supera il precedente ‘primato’ di Milano.
Stando ai dati forniti dall’indagine europea delle acque nere nei maggiori centri urbani del Vecchio Continente, nel Capoluogo altoatesino il consumo di cocaina è aumentato dopo una lieve flessione osservata nel 2025, facendo così di Bolzano la prima città italiana per consumo di polvere bianca.
Dal report sono emersi diversi dettagli, come le giornate con la più alta concentrazione di cocaina nelle acque nere di Bolzano: in testa troviamo la domenica, seguita dal sabato e poi dal giovedì. La ricerca ha fornito dati anche relativi ad altre sostanze: Bolzano ha sperato Milano per quanto riguarda l’uso di canapa, mentre il Capoluogo della Lombardia resta in testa per il consumo di anfetamine, metanfetamine, Mdma e ketamina.
A livello europeo, tra il 2024 e il 2025 i carichi complessivi di cocaina rilevati nelle acque reflue sono saliti di quasi il 22%: il primato di consumo resta nelle mani dei Paesi dell’Europa occidentale e meridionale, con Belgio, Spagna e Olanda a guidare la classifica.
I dati sulle altre sostanze nei Paesi europei
In Europa si registra una forte crescita del consumo di ketamina: il 41% in più rispetto al 2024. La tendenza a un maggior utilizzo di ketamina è ancora più evidente se si considera che in 50 città su 66 c’è stato un incremento. Discorso opposto per l’Mdma, la molecola dell’ecstasy: la sostanza ha fatto registrare un calo del 16% nelle acque reflue d’Europa, con quasi due città si tre in diminuzione.
Dati in contrapposizione per anfetamina e metanfetamina: la prima risulta come un fenomeno dell’Europa Settentrionale, con Belgio, Danimarca, Germania, Olanda, Svezia e Norvegia in testa per consumo, mentre la seconda ha in Repubblica Ceca e Slovacchia il suo epicentro, estendendosi anche a Spagna, Cipro, Lituania, Olanda e Turchia, quest’ultima presente nella classifica dei Paesi più visitati al mondo secondo UN Tourism.
La fotografia sul consumo di sostanze stupefacenti in Europa è frutto del progetto ‘Wastewater analysis and drugs, a European multi-city study’, coordinato dal gruppo scientifico Score in collaborazione con l’Agenzia Europea per le droghe (Euda). Ogni anno si analizzano i liquami fognari delle città europee alla ricerca delle tracce biochimiche lasciate dal metabolismo delle sostanze stupefacenti. Nel 2025 sono stati presi in esame i dati di 115 città sparse in 25 Paesi, 23 dell’Unione Europea più la Norvegia e la Turchia.
In totale l’analisi ha coperto un bacino complessivo di 72 milioni di persone. Nel periodo compreso tra marzo e maggio 2025, sono stati prelevati campioni giornalieri dagli impianti di depurazione delle acque reflue delle varie città e poi analizzati alla ricerca delle seguenti sostanze: Mdma, ketamina, anfetamina, metanfetamina e cannabis.
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