Il "cubo nero" in centro a Firenze è un caso: aperta un'inchiesta
Il "cubo nero" nel centro di Firenze è un caso: inchiesta aperta sulla costruzione che svetta dal palazzo costruito al posto dell'ex Teatro Comunale
Il “cubo nero” di Firenze è diventato un caso: la Procura del Capoluogo toscano ha aperto un fascicolo esplorativo sulla costruzione che svetta dal palazzo costruito al posto dell’ex Teatro Comunale in pieno centro, dentro l’area UNESCO.
Il caso del “cubo nero” nel centro di Firenze: aperta un’inchiesta
Come riferito da ‘Ansa’, la procura di Firenze ha aperto l’inchiesta senza indagati, al fine di accertare se sussistano dei reati. Stando a quanto riportato dall’agenzia, gli investigatori della polizia giudiziaria stanno raccogliendo elementi informativi più puntuali rispetto a quanto emerso fino a questo momento nel dibattito cittadino, per verificare l’esistenza di eventuali violazioni alle norme edilizie e urbanistiche.
L’ex Teatro Comunale era un edificio storico risalente all’Ottocento: è stato abbattuto ormai quattro anni fa e al suo poso è prevista la nascita di un complesso di oltre 150 appartamenti destinati al turismo. La costruzione finita sotto la lente d’ingrandimento è quella che è stata ribattezzata “cubo nero”: ha un’altezza di 29,87 metri ed è stata autorizzata nonostante fosse considerata antitetica allo skyline del centro storico di Firenze.
Il progetto iniziale, si legge su ‘RaiNews’, mostrava un edificio con una facciata dorata e luminosa mentre la realizzazione definitiva è diversa e presenta un rivestimento bronzeo tendente al nero: tale disparità ha creato sconcerto e disapprovazione, dando vita a un grande dibattito, esteso anche a questioni di trasparenza pubblica e iter autorizzativi.
Del “cubo nero” ha parlato Sergio Givone, filosofo ed ex assessore alla Cultura del Comune di Firenze in una lunga intervista rilasciata a ‘La Nazione’, dicendo la sua sull’edificio: “C’è poco da dire, poco da discutere, è davvero brutto, sbagliato, senza motivo – ha dichiarato Givone – manca di rapporto con il tessuto urbano, con i palazzi che ha accanto. Sembra quasi uno sberleffo.
Anche i colori utilizzati non c’entrano nulla con Firenze e con quell’area della città. Quel nero, quel bianco, quella forma piatta e vitrea da una parte, e curvilinea dall’altra mi lasciano basito. Il mio giudizio è assolutamente negativo. Una cosa del genere rischia perfino di essere offensiva”.
Il problema UNESCO: i rischi per la città
In precedenza anche Eike Schmitd, ex direttore della Galleria degli Uffizi e ora capogruppo della lista che porta il suo nome, aveva affrontato la questione del “cubo nero”, situato nell’area UNESCO: “Valutiamo di presentare un esposto all’UNESCO di Parigi – aveva spiegato Schmitd – ci sono città, è il caso di Dresda, che hanno perso la designazione come patrimonio mondiale per colpa di una singola costruzione nuova”.
La possibilità di perdere lo status di patrimonio mondiale dell’UNESCO è un tema importante, un rischio che nessuno vorrebbe correre. A tal proposito Luca Santarelli di Noi Moderati ha dichiarato: “Firenze fuori dal patrimonio UNESCO è più di un rischio – si legge sul ‘Corriere della Sera’ – quell’intervento urbanistico deturpa irrimediabilmente il panorama dei lungarni”.
La sindaca Sara Funaro, chiamata in causa dalle opposizioni sul caso del “cubo nero”, ha replicato così: “Non penso che si debba ragionare sui giudizi personali e sui pareri estetici quanto sui percorsi fatti – si legge su ‘Avvenire’ – l’amministrazione comunale ha già risposto in maniera puntuale con una nota che ha elencato tutti i passaggi effettuati”.
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