Comuni in "fuga" dal Veneto: cambiano Regione? Cosa succede
Con la rinascita delle Province elettive, diversi Comuni del Veneto tornano a guardare al Friuli Venezia Giulia e al Trentino Alto Adige: cosa succede

Diversi Comuni del Veneto tornano a “guardare” al Friuli Venezia Giulia, alla luce della rinascita delle Province elettive stabilita nella giornata di mercoledì 21 gennaio dal parlamento italiano: cosa potrebbe cambiare.
Comuni in “fuga” dal Veneto verso Friuli e Trentino? Cosa succede
Innanzitutto bisogna precisare che al momento, quella di un cambio di Regione è una prospettiva non immediata: si parla soprattutto di aumentare la collaborazione e ridurre il divario percepito con i comuni friulani confinanti: da questo punto di vista, la Regione Veneto non ha aperto a cambi amministrativi, dicendosi comunque pronta a occuparsi delle esigenze territoriali.
In Veneto ci sono diversi Comuni “friulanofoni“, quelli dove si parla ancora friulano secondo l’Arlef, l’Agenzia Regionale per la lingua friulana: molti di questi Comuni rientrano nella Diocesi Concordia-Pordenone e non è di certo un segreto che appartengano a territori in cui il tema della friulanità è molto sentito.
Una ventina di anni fa si tennero diversi referendum sul “cambio” di Regione: A San Michele al Tagliamento, per esempio, vinse il sì, ma non si raggiunse la metà dei votanti, perché alle urne andò solo il 44,4% degli aventi diritto. A Cinto Caomaggiore il quorum venne superato e il 91,5% votò per il passaggio al Friuli Venezia Giulia, mentre a Gruaro, Teglio Veneto e Pramaggiore vinse il no.
Due decenni dopo la questione torna di attualità e la rinascita delle Province elettive in Friuli ha riacceso i venti pro-Friuli di diversi Comuni del Veneto, in particolare quelli situati nella parte orientale dell’attuale Città Metropolitana di Venezia, al confine con la Regione.
Le posizioni delle istituzioni
Markus Maurmair, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia, ha chiesto alla commissione Affari Istituzionali della Regione autonoma di ricevere in audizione i sindaci dei comuni di Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto.
La richiesta non è finalizzata al passaggio al Friuli, ma come si legge su ‘Venezia Today’, serve affinché “la Provincia di Pordenone possa diventare uno strumento di cooperazione stabile, non di contrapposizione, con la regione Veneto. Non solo funzioni amministrative, ma un progetto condiviso su servizi, infrastrutture, scuola, sanità e sviluppo locale”.
Marco Zecchinato, assessore leghista agli Enti locali e al Riordino territoriale nella giunta veneta di Alberto Stefani, si è detto pronto a incontrare tutti i Comuni in “odore” di “secessione”, anche quelli che guardano verso il Trentino Alto Adige, come Cortina d’Ampezzo:
“Li contatterò uno a uno, non li convocherò a Palazzo Balbi, ma andrò io, personalmente, sui territori. Incontrerò i singoli Comuni, ascolterò le loro istanze, ma farò anche presente la volontà della Regione del Veneto di affrontare tutte le problematiche – si legge su ‘Il Gazzettino’ – tra le deleghe, oltre agli Enti locali e al Riordino territoriale, mi occupo anche di Identità veneta e di Minoranze linguistiche, temi importanti per valorizzare le specificità. Senza contare tutto il lavoro, portato avanti dal mio predecessore Francesco Calzavara, sulle fusioni e sulle unioni dei Comuni. Punto a costruire un percorso e punto a farlo assieme ai territori”.
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