La storia del Piper a Roma, "sigilli" dopo il caso Crans-Montana
In Italia sono stati eseguiti controlli in diversi locali notturni tra i quali spicca il famoso Piper Club di Roma dove sono stati messi i sigilli
Dopo la tragedia avvenuta in Svizzera a Crans-Montana nella notte di Capodanno in Italia sono stati effettuati nuovi controlli nei locali per verificare il rispetto delle misure di sicurezza. In questo contesto è arrivata una notizia che sta facendo molto discutere, soprattutto i romani. Le autorità, infatti, hanno messo i sigilli al Piper Club, una delle discoteche più celebri e storiche della Capitale. Un nome che non è soltanto un locale, ma un pezzo di storia italiana.
I sigilli al Piper Club per carenze nella sicurezza
Nella notte di Capodanno un incendio scoppiato all’interno di un locale a Crans-Montana ha provocato numerose vittime e decine di feriti, tra i quali anche diversi italiani. Per questo le autorità del nostro Paese hanno intensificato controlli e verifiche, soprattutto nei locali notturni, e alcuni comuni hanno emanato restrizioni immediate. A Cortina d’Ampezzo, ad esempio, il sindaco ha pubblicato un’ordinanza che vieta l’uso di fuochi e fiamme all’interno dei locali.
Tra i locali dove sono state portate avanti verifiche dalle forze dell’ordine c’è anche il Piper di Roma dove sono emerse diverse criticità. Il Piper Club, storica discoteca di via Tagliamento, a Roma, è stato così sottoposto a sequestro preventivo nell’ambito della campagna di controlli scattata in tutta Italia dopo la strage di Crans-Montana. Il provvedimento ha portato all’apposizione dei sigilli al locale che proprio a febbraio aveva celebrato i 60 anni.
Le autorità che hanno eseguito i controlli al Piper non solo hanno trovato all’interno del locale un numero di persone superiore a quello consentito ma hanno anche rinvenuto mancanza di alcune certificazioni obbligatorie e carenza di procedure in caso di evacuazione di emergenza. Sembra, inoltre, che fossero state realizzate delle modifiche non autorizzate.
La direzione del locale sembra si sia subito resa disponibile alla collaborazione, dato che la sicurezza è una priorità. Nel sito di ‘Ansa’ che ha riportato la vicenda si legge: “Dalla storica discoteca romana viene intanto sottolineata la piena collaborazione per chiarire ogni aspetto. La sicurezza del pubblico e del personale rappresenta da sempre la priorità assoluta del locale.”
La storia del Piper, tempio della musica a Roma
Inaugurato il 17 febbraio 1965, il Piper Club nasce dall’intuizione dell’avvocato Alberigo Crocetta, insieme ai soci Giancarlo Bornigia e Alessandro Diotallevi. Situato di fronte al quartiere Coppedè, il locale diventa in pochissimo tempo il simbolo della movida romana.
Il Piper era frequentato da intellettuali come Alberto Moravia, artisti come Mario Schifano, ma anche giovani del tempo. In sala all’inizio dominavano volti destinati a diventare poi iconici come Patty Pravo, la “ragazza del Piper” per eccellenza, Mita Medici, ma anche Renato Zero e Loredana Bertè. Qui hanno esordito artisti come Mia Martini, Ricchi e Poveri e i Genesis. Indimenticabili anche i concerti che hanno segnato la storia della musica.
Sul palco di via Tagliamento, infatti, si sono esibiti artisti come Pink Floyd, Le Orme e i Pooh. La storia del Piper ha attraversato decenni, trasformazioni e mode, diventando un simbolo riconosciuto anche dal cinema e dalla televisione. Dato il grande successo romano, nel 1966 si è deciso di aprire una seconda location a Viareggio. La festa di inaugurazione di questa sede è ricordata da molti come uno spettacolo grandioso.
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