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Caso scontrino a Roma: più di 35 euro per omelette e cappuccino

Nuovo caso scontrino a Roma, dove una turista straniera ha pagato più di 35 euro per una semplice omelette e un cappuccino in un locale del centro

3 min di lettura

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Scontrino

Roma è una delle città più suggestive e affascinanti al mondo ma per chi sceglie di concedersi la pausa pranzo nei locali del Centro Storico, affacciati sugli spettacolari monumenti della Capitale, c’è il rischio di trasformare l’esperienza in una doccia fredda quando arriva il momento di pagare il conto.

Roma, nuovo caso scontrino: omelette e cappuccino a più di 35 euro

Uno degli ultimi episodi, balzato agli onori della cronaca e documentato da un servizio mandato in onda da ‘TgCom24’, vede come protagonista una turista straniera, rimasta sbigottita di fronte allo scontrino presentato da un bar in pieno centro a Roma, con vista su Piazza del Popolo: 35 euro per una omelette e un semplice cappuccino.

La vicenda ha riacceso immediatamente il dibattito legato ai prezzi dei locali situati nei luoghi simbolo della Capitale, città che vanta una delle migliori università italiane presenti all’interno della nuova classifica World University Rankings 2027 di Times Higher Education.

L’inviato di ‘TgCom24’ ha raccolto alcune testimonianze da parte di turisti e residenti tra la folla a passeggio per le strade di Roma durante il primo fine settimane di ottobre: un week end caratterizzato da temperature che sembrano un riflesso dell’estate appena finita e che hanno favorito una nutrita presenza di visitatori.

Una donna, interpellata sull’argomento, ha dichiarato “Secondo me se ne approfittano perché vedono i turisti imbranati e allora li raggirano”; mentre un signore, dando dimostrazione della tipica ironia romana, ha scherzato ipotizzando sui prezzi futuri: “Tre cappuccini a cento euro, va bene così!”.

Un altro signore, invece, ha invitato a fare una riflessione, ponendo l’attenzione sulle spese sostenute dai locali che operano in pieno centro a Roma: “Bisognerebbe chiedere quanto pagano di affitto, perché un conto è un canone da 10.000 euro, mentre 100.000 euro sarebbe tutta un’altra cosa”.

Scontrino pazzo anche per due caffè e una fetta di torta

Quello dell’omelette non sembra essere un caso isolato: sono diverse le persone che hanno raccontato esperienze simili nei locali del cuore pulsante della Capitale. Uno dei più emblematici riguarda due ex residenti che hanno riferito di aver pagato 35 euro per due caffè e una porzione di torta.

Il tema degli scontrini “pazzi” è sempre di stretta attualità e torna alla ribalta soprattutto durante i mesi estivi, quando dai social arrivano testimonianze di conti salati pagati in molti casi da turisti stranieri.

Già qualche anno fa la questione era finita sotto i riflettori delle istituzioni, con il Campidoglio che era intervenuto per sollecitare controlli più rigidi dopo il clamore suscitato dalla notizia di due turisti che avevano pagato ben 44 euro per due gelati vicino a piazza di Spagna.

Gli esercenti, dal canto loro, si difendono sostenendo che i prezzi sono sempre esposti chiaramente all’ingresso del locale, come previsto dalla legge. Dietro al costo dei prodotti ci sono fattori che includono un servizio di alta qualità e le spese per l’occupazione di suolo pubblico. Esistono poi dei metodi per risparmiare, almeno sul caffè: consumarlo al banco costa meno di berlo seduti al tavolo; una piccola rinuncia che fa bene al portafogli.