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Caro benzina in Italia, cosa succede al confine con San Marino

Caro benzina in Italia, i prezzi salgono alle stelle per la crisi in Medio Oriente: automobilisti italiani in fila per fare rifornimento a San Marino

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Il caro benzina sta mettendo in difficoltà gli automobilisti italiani: i prezzi dei carburanti sono arrivati alle stelle già dalle prime ore successive all’attacco Usa nei confronti dell’Iran. E come succede sistematicamente quanto la benzina sale, vengono prese d’assalto le stazioni di rifornimento di San Marino, dove il prezzo resta stabile.

Caro Benzina in Italia, gli automobilisti ripiegano su San Marino

Al 10 marzo 2026, i prezzi per la benzina a San Marino variavano tra 1,55 centesimi e 1,67 centesimi al litro, circa 30 centesimi in meno rispetto all’offerta delle pompe di carburante italiane. Prezzi troppo convenienti per evitare che gli automobilisti delle zone limitrofe prendessero d’assalto le pompe di benzina sammarinesi.

A fare rifornimento sono soprattutto i riminesi: gli basta fermarsi nei distributori dirimpettai alla strada consolare che porta da Rimini al Titano, nei castelli di Dogana e Serravalle. I prezzi inferiori ai benzinai italiani attirano anche chi, per lavoro o altri motivi, si trova a passare in Romagna. In tempo di crisi si fa presto ad adattarsi: sono tantissime le auto italiane che transitano per i benzinai di San Marino per fare il pieno e c’è anche chi arriva munito di taniche, che devono però essere certificate e non possono superare i 10 litri.

A San Marino la benzina costa meno perché le accise sui carburanti sono inferiori rispetto a quelle dell’Italia, mentre il discorso è diverso per l’IVA: nella Repubblica di San Marino è fissata al 21%, contro il 22% dell’Italia. Il pellegrinaggio degli automobilisti per il rifornimento a San Marino è un fenomeno che si ripete puntualmente quando si verificano rincari consistenti in Italia, ma è al tempo stesso effimero, perché i prezzi sono destinati ad allinearsi a quelli italiani nel giro di pochi giorni.

Tra San Marino e l’Italia ci sono accordi bilaterali stringenti che impongono alla Repubblica di adeguare i prezzi a quelli italiani: per questo motivo, sul Titano, sono in tanti a sperare che il Governo guidato da Giorgia Meloni decida di intervenire sulle accise del nostro Paese. Senza un intervento sulle accise da parte dell’Esecutivo, in pochi giorni i prezzi della benzina a San Marino dovranno essere allineati a quelli italiani, con ripercussioni spiacevoli per i cittadini del piccolo Stato indipendente.

Il problema delle accise e le mosse dell’Unione Europea

Gli automobilisti italiani sperano in un taglio delle accise, almeno momentaneo, che porti a un abbassamento dei prezzi dei carburanti. In attesa che il Governo si esprima al riguardo, i Paesi dell’Unione Europea sono già corsi al riparo per poter contenere i prezzi.

In Germania, per esempio, la strada è quella di sbloccare il 12% delle proprie riserve strategiche di petrolio: ad annunciarlo è stata la Ministra dell’economia Katherina Reiche, spiegando che l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha chiesto agli Stati membri di rilasciare riserve di petrolio fino a 400 milioni di barili, poco più di 54 milioni di tonnellate.

In Francia è scattata la lotta alle speculazioni dei distributori di benzina dopo l’attacco Usa in Iran: su 513 stazioni di servizio, il 5% degli esercizi è stato multato per anomalie nell’esposizioni dei prezzi, con sanzioni minime che oscillano tra i 3.000 e i 5.000 euro, fino ad arrivare a 300.000 euro nei casi peggiori, quando oltre alla recidiva subentra anche la malafede.