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Video scia luminosa in cielo in Campania e Puglia: giallo risolto

All'alba di lunedì 13 aprile 2026, una misteriosa scia ha illuminato il cielo tra Campania e Puglia: le immagini svelano di che cosa si tratta

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Giulia Sbaffi

Giulia Sbaffi

Web content writer

Web content writer appassionata di belle storie e di viaggi, scrive da quando ne ha memoria. Curiosa per natura, le piace tenersi informata su ciò che accade intorno a lei.

Da Napoli ai piccoli borghi dell’entroterra pugliese, dove il cielo notturno è particolarmente limpido: numerose sono state le segnalazioni provenienti dal Sud Italia, le quali parlano di un misterioso “bolide” luminoso che ha solcato la volta celeste, appena prima dell’alba di lunedì 13 aprile 2026. Di che cosa si è trattato? In molti hanno pensato ad un meteorite, ma la risposta è decisamente più prosaica. Le prime analisi degli esperti hanno infatti rivelato che la scia che ha illuminato il cielo tra Campania e Puglia non è altro che spazzatura proveniente dallo spazio.

Il mistero della scia luminosa avvistata in Campania e in Puglia

Mentre il cielo notturno pian piano iniziava a schiarire, con l’alba ormai alle porte, all’improvviso è comparsa una scia luminosa che ha sorpreso i (pochi) già svegli a quell’ora. È accaduto lunedì 13 aprile 2026, nelle primissime ore della giornata, quando qualcosa è sfrecciato tra i cieli di Campania e Puglia. I primi avvistamenti del misterioso “bolide” sono stati registrati nella regione dei Monti Dauni, un luogo ancora pressoché incontaminato dall’inquinamento luminoso, dove le condizioni sono ideali per ammirare la volta celeste. Ma nel giro di pochissimo tempo le segnalazioni si sono susseguite anche nelle zone di Bari e di Napoli, con qualche sporadico avvistamento in Basilicata.

Inutile dire che la scia luminosa ha immediatamente fatto il giro del web, ripresa in foto e video che sono stati diffusi sui social. Si vede chiaramente questo “bolide” muoversi velocemente attraverso il cielo ancora buio, per poi frammentarsi altrettanto rapidamente e scomparire all’orizzonte. E le congetture non si sono fatte attendere: si è trattato forse di un meteorite che ha solcato i cieli del Sud Italia? Il mistero, per quanto affascinante, ha trovato risposta poche ore dopo, e non è così romantico come ci si sarebbe potuto aspettare. A fare chiarezza sono stati gli esperti dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, dove è attivo un sistema di sorveglianza continuo grazie alle telecamere All Sky.

Che cos’è il “bolide” luminoso avvistato il 13 aprile 2026

In un primo momento, si è ritenuto possibile che la scia luminosa fosse stata provocata da un corpo celeste. Ma le successive verifiche hanno dimostrato che il “bolide” non era altro che spazzatura spaziale. Come riportato da ANSA, il cielo è stato illuminato dai resti di un razzo satellitare, impiegato comunemente come vettore per trasportare satelliti in orbita. Una volta adempiuto al suo scopo, il razzo è rientrato nell’atmosfera terrestre e, a causa dell’attrito, si è disintegrato generando un grandissimo calore, responsabile della scia che ha improvvisamente rischiarato il cielo.

Quello che si è verificato nella mattina di lunedì 13 aprile 2026 non è affatto un evento raro: il fenomeno è stato definito “molto scenografico ma per nulla inusuale” dagli esperti dell’Osservatorio. È ormai conosciuto il problema della spazzatura spaziale, ovvero di quel cumulo di rottami ormai inutilizzati che orbita attorno alla Terra. Si tratta spesso di vecchi satelliti dismessi o di razzi non più operativi, che rimangono nello spazio. Talvolta, questi oggetti rientrano nell’atmosfera terrestre e, a causa dell’attrito, vengono letteralmente disintegrati.

Gli scienziati tengono a spiegare che non c’è alcun pericolo per i cittadini, dal momento che i frammenti generalmente vengono vaporizzati dal fortissimo calore sprigionato durante l’attrito. Quei pochi che arrivano al suolo hanno dimensioni talmente ridotte da essere del tutto innocui. Senza contare che la maggior parte della superficie terrestre è ricoperta d’acqua, per cui ciò che precipita dallo spazio finisce spesso negli oceani.