Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

Barolo en primeur, asta record: la maxi cifra raccolta

L'asta Barolo en primeur è giunta quest'anno alla sua sesta edizione e in questa volta è stata raccolta dalla vendita di Barolo una maxi cifra

3 min di lettura

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Asta Barolo

Barolo en primeur è un’asta in cui i compratori si contendono bottiglie che non sono ancora pronte da bere. Nel 2026 questa speciale asta è arrivata alla sesta edizione e ha attirato collezionisti da tutto il mondo stabilendo un nuovo record per l’iniziativa. Ecco come funziona e dove va il ricavato.

Barolo en primeur, cos’è e come funziona l’asta

Barolo en primeur è un’asta benefica promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e dalla Fondazione CRC Donare ETS, in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. La formula prevede la vendita di barrique di Barolo ancora in affinamento e di lotti comunali donati dai produttori. Quando il vino avrà completato il proprio percorso, da ciascuna barrique saranno ricavate circa 270 bottiglie, contraddistinte da un’etichetta realizzata per l’occasione. Il termine “en primeur” indica l’acquisto di un vino prima che sia pronto per la consegna.

Il Barolo DOCG è da sempre uno dei vini italiani più famosi tanto da essere inserito anche nell’edizione 2027 di Slow Wine con numerose etichette. Come spiega ‘La Repubblica’, nell’edizione 2026 sono state battute 14 barrique di Barolo Gustava dell’annata 2025, vinificate singolarmente dall’enologo Donato Lanati. Le bottiglie saranno consegnate nel 2029. La prima edizione dell’asta Barolo en primeur si è svolta nel 2021. Da allora, Barolo en primeur ha sostenuto oltre 120 progetti in diversi ambiti e settori. Il 23 ottobre 2026 il Castello di Grinzane Cavour ha ospitato la sesta edizione condotta da Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia.

A questa edizione partecipavano anche persone collegate da Londra e New York. La raccolta della serata ha raggiunto la maxi cifra di 1.140.500 euro, il risultato più alto finora. Una parte dei fondi dell’edizione 2026 sosterrà due iniziative legate alle condizioni di vita e di lavoro nelle Langhe. La prima è l’Accademia della Vigna, promossa dall’impresa sociale We.Co. per favorire la formazione nel comparto vitivinicolo di Alba, Langhe e Roero. La seconda prevede l’apertura di un servizio di accoglienza notturna ad Alba.

Gli altri vini dell’asta Barolo en primeur

Il Barolo nasce da uve Nebbiolo coltivate nel territorio di 11 comuni delle Langhe, a sud di Alba. In base al rapporto di Knight Frank, il prezzo medio di un ettaro di vigneto nella zona ha superato i 2 milioni di dollari, rendendo il Barolo tra i vigneti più cari al mondo. All’asta 2026, oltre alle 14 barrique, erano presenti anche sette lotti comunali di Barolo e Barbaresco, donati da 39 cantine del Consorzio. In totale si trattava di 681 bottiglie, pari a oltre 660 litri di vino.

La novità di quest’anno erano 31 bottiglie storiche, con annate che risalgono fino al 1996. L’asta ha così riunito vini ancora in affinamento e bottiglie già imbottigliate, comprese etichette con diversi anni di storia. L’appuntamento proseguirà domenica 8 novembre con la vendita della quindicesima e ultima barrique di Barolo en primeur. L’asta si svolgerà sempre al Castello di Grinzane Cavour, durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, con un collegamento in diretta con Hong Kong.

Non è la prima volta che vini italiani raggiungono cifre importanti all’asta. Anche altre vendite hanno portato i nostri vini al centro delle aste internazionali, come la vendita record del Masseto da Sotheby’s, l’asta di Tignanello organizzata da Christie’s e la vendita di un Barolo Monfortino Riserva a 20 mila euro.