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Bagnanti morsi da tartarughe a Marina di Lesina: "Attenzione"

A Marina di Lesina (Foggia) due bagnanti sono stati morsi da tartarughe marine, ma per ora gli esperti escludono un allarme e invitano alla prudenza

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Bagnanti morsi da tartarughe

Bagnanti colpiti dal morso di una tartaruga è il racconto di quanto accaduto nelle acque di Marina di Lesina, in Puglia, dove gli episodi avrebbero inevitabilmente destato preoccupazione tra residenti e turisti. Gli esperti, però, invitano a non trasformare quanto successo in un allarme generalizzato sulle tartarughe Caretta caretta. Le interazioni aggressive con l’uomo sono estremamente rare e proprio per questo i casi registrati sul Gargano dovranno essere analizzati con attenzione.

Marina di Lesina, bagnanti morsi dalle tartarughe: cosa è successo

Marina di Lesina è una località balneare della provincia di Foggia, affacciata sull’Adriatico e situata nella parte settentrionale del Gargano. La sua posizione è particolare dato che il centro sorge sulla sottile fascia di terra compresa tra il mare e il Lago di Lesina. L’area è apprezzata soprattutto per le lunghe spiagge sabbiose e il mare limpido. Proprio le acque davanti alla località pugliese sono finite però al centro dell’attenzione dopo due episodi avvenuti sabato 22 agosto 2026. Secondo quanto racconta ‘Il Mattino’, sabato due bagnanti sarebbero stati morsi da una tartaruga marina durante il bagno.

Il primo caso si sarebbe verificato intorno alle 18.15. Una donna che si trovava in acqua è stata morsa due volte al piede. Secondo quanto riferito dal marito, avrebbe riportato un importante ematoma e un trauma con il sospetto di una frattura al collo del piede. L’episodio è stato quindi segnalato alla Capitaneria di Porto di Lesina. A distanza di circa mezz’ora, intorno alle 18.45, è arrivata una seconda segnalazione nello stesso tratto di costa. Questa volta a essere coinvolto è stato un uomo, morso da una tartaruga mentre si trovava in mare. Gli accertamenti effettuati successivamente in ospedale avrebbero evidenziato una frattura scomposta del terzo e del quarto dito del piede.

Due episodi così ravvicinati a Marina di Lesina hanno inevitabilmente suscitato preoccupazione. Del caso è stato interessato anche il Centro Tartarughe Marine di Manfredonia. Al centro della vicenda ci sarebbe una Caretta caretta, la tartaruga marina comune, specie presente nel Mediterraneo e tutelata a livello europeo. Non è stato tuttavia possibile stabilire con certezza se entrambi gli episodi siano riconducibili allo stesso esemplare.

Cosa dicono gli esperti di Life Turtlenest dopo i morsi ai bagnanti

Negli ultimi anni la Caretta caretta è diventata una presenza sempre più numerosa. Il 2025 è stato un anno da record per la nidificazione della tartaruga Caretta caretta in Italia, dato che sul nostro territorio sono stati censiti oltre 700 nidi. Il progetto europeo Life Turtlenest studia proprio l’espansione delle aree riproduttive della specie nel Mediterraneo occidentale e lavora per ridurre i rischi nelle nuove zone di nidificazione. Proprio su questi recenti episodi sono intervenuti gli esperti di Life Turtlenest, progetto cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma LIFE e coordinato da Legambiente, per la tutela delle tartarughe marine.

Come riportato da ‘Il Mattino’, gli esperti invitano innanzitutto a evitare interpretazioni allarmistiche: “Non ci sono elementi per parlare di allarmi generalizzati.” I due episodi di Marina di Lesina meritano quindi di essere approfonditi, ma non possono essere considerati la prova di un cambiamento generale nel comportamento delle tartarughe. I tecnici precisano infatti che “Non possiamo parlare di aumento di aggressività della specie né di un’escalation di aggressioni da parte di tartarughe marine.”

Gli esperti di Life Turtlenest, secondo quanto riportato sempre da ‘Il Mattino’, hanno però richiamato l’attenzione: “Dobbiamo seguire questi casi con attenzione e capire perché alcuni individui, in determinate circostanze, abbiano manifestato aggressività, per evitare nuovi incidenti.” L’obiettivo è dunque comprendere le condizioni in cui si sono verificati gli episodi prima di attribuirli a una tendenza generale. Le possibili spiegazioni restano per ora molto diverse.