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Attacco hacker ai supermercati italiani: cosa succede e dove

Attacco hacker ai supermercati italiani, sono stati colpiti i sistemi di refrigerazione di diversi punti vendita: ecco cosa sta succedendo e dove

3 min di lettura

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Frigo supermercato

I supermercati europei sono sotto attacco da parte degli hacker: diversi punti vendita della grande distribuzione commerciale hanno dovuto fare i conti con problemi ai sistemi di refrigerazione, con gravi anomalie segnalate in Belgio, Svezia, Lussemburgo, Estonia, Olanda e Irlanda. Gli attacchi hanno colpito anche alcuni supermercati italiani, in particolare tra Catania e Palermo.

Supermercati italiani sotto attacco hacker: cosa succede

Le anomalie riscontrate nei punti vendita del nostro Paese hanno riguardato i sistemi di refrigerazione dei banchi alimentari, andati in tilt. In Sicilia gli attacchi hanno provocato la modifica dei parametri relativi alla temperatura, provocando il surriscaldamento dei banchi e il conseguente deperimento degli alimenti.

Dell’attacco hacker ai supermercati italiani ha parlato Giuseppe Spadaro, il direttore generale del gruppo Radenza che gestisce i negozi a marchio Coop: “In alcuni punti vendita Coop, almeno tre a Catania e uno a Palermo, si sono verificati attacchi hacker ai sistemi di refrigerazione dei banchi alimentari – le parole di Spadaro riportate da ‘Ansa’ – l’attacco ha portato alla modifica dei parametri della temperatura surriscaldando i banchi e provocando un deperimento degli alimenti.

L’attacco è avvenuto alle 4 del mattino. Stiamo calcolando i danni. In alcuni casi abbiamo risolto. Abbiamo già contattato l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e attivato i protocolli per fare indagini in profondità. La polizia postale sta ricostruendo la provenienza degli attacchi e l’entità e sta verificando se vi siano o meno collegamenti con quanto accaduto in altri Paesi europei”.

Lo stesso Radenza, ai microfoni del ‘Corriere della Sera’, è entrato più nei dettagli, raccontando i problemi causati dalle intrusioni informatiche: “Alcuni apparati sono stati manomessi, è stato avviato lo sbrinamento nei banchi a freddo, innalzando la temperatura programmata di -20 gradi. Siamo riusciti a individuare i dispositivi compromessi e li abbiamo disattivati. I nostri sistemi hanno provveduto a circoscrivere il problema e a evitare che ripetessero l’intrusione. Abbiamo avviato le procedure con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale attivando il protocollo specifico per questo fenomeno”.

In merito alla dipendenza dei punti vendita dai sistemi centralizzati di controllo e monitoraggio, Radenza ha spiegato: “Gli hacker hanno trovato alcuni nostri dispositivi vulnerabili e stiamo ancora cercando di capire perché non erano sicuri, forse per un difetto di cui non eravamo a conoscenza. Tutti i nostri punti vendita, come nella grande distribuzione moderna, hanno sistemi centralizzati di controllo e monitoraggio. E tramite questi i pirati informatici hanno avuto la possibilità di entrare e manomettere la temperatura”.

La reazione del Governo e delle Forze dell’ordine

Quanto successo in alcuni supermercati italiani ha messo in allerta le istituzioni: a tal proposito è stato convocato un vertice d’emergenza a Palazzo Chigi per affrontare la nuova minaccia hacker nei confronti della grande distribuzione alimentare.

Sono al vaglio possibili misure da attuare per contrastare la minaccia in tempi rapidi dal punto di vista informatico; si sono già messe all’opera la Polizia postale e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

La riunione programmata a Palazzo Chigi sarà coordinata da parte del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano: servirà per fare il punto sull’ondata di attacchi hacker che ha interessato i sistemi di refrigerazione commerciale.

Alla riunione parteciperanno anche il direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e i direttori delle varie Agenzie di intelligence. Al tempo stesso, si occuperà della vicenda anche il Copasir, il comitato parlamentare di controllo.