Stanze a Venezia a 25 euro, dietro l'offerta ci sono gli hacker
Stanze a Venezia a 25 euro, migliaia di turisti arrivano vicino a San Marco convinti di aver fatto un affare, ma l'offerta nasconde un attacco hacker

Prenotare stanze a Venezia a 25 euro, a pochi passi da piazza San Marco, sembrava un sogno diventato possibile grazie a un’offerta comparsa online. E così migliaia di viaggiatori si sono affidati a quelle tariffe, prima di scoprire che dietro l’occasione si nascondeva una truffa ancora da chiarire.
Come è scomparsa l’ancora dal fondale dell’Isola del Giglio
L’episodio riguarda un albergo a tre stelle ubicato nel centro storico veneziano, proprio vicino a Palazzo Ducale e alla basilica di San Marco, in una zona particolarmente richiesta dai visitatori. Dispobe di appena 25 camere e, in questo periodo, propone sistemazioni che possono raggiungere i 300 euro a notte.
Secondo quanto riportato dal ‘Corriere della Sera’, durante la notte fra il 6 e il 7 ottobre 2026 l’hotel ha ricevuto oltre 3.500 email relative a prenotazioni effettuate attraverso Booking.com. Le conferme erano arrivate ai clienti, eppure le rispettive richieste non comparivano nel sistema dell’albergo, così il direttore avrebbe tentato di chiarire l’anomalia con la piattaforma mentre iniziavano a presentarsi i primi turisti.
Alcuni turisti avrebbero raggiunto l’albergo con una conferma di prenotazione che ritenevano valida, per poi scoprire alla reception che non risultava alcuna camera riservata a loro. All’origine dell’accaduto ci sarebbe un attacco hacker, che avrebbe alterato le tariffe online e generato migliaia di prenotazioni fantasma.
La Polizia postale sta cercando di ricostruire la dinamica dell’intrusione informatica, poiché resta ancora da accertare se la violazione abbia interessato direttamente Booking.com o il software utilizzato dall’hotel per aggiornare prezzi e disponibilità. La piattaforma, da parte sua, ha comunicato di aver sospeso l’annuncio della struttura e di essersi attivata per assistere i clienti coinvolti e trovare loro una sistemazione alternativa.
Quali sono le reazioni alla scomparsa dell’ancora
La portata del problema emerge dal confronto fra le dimensioni dell’albergo e il numero di persone attirate dalle tariffe alterate, dal momento che le offerte circolate sui portali indicavano prezzi anche di 15 o 50 euro, a fronte di costi ordinari compresi indicativamente fra 150 e 300 euro.
Il personale dell’albergo ha riferito di aver dovuto gestire un afflusso continuo di turisti, con momenti di particolare difficoltà a causa del numero di persone presenti davanti alla reception; inoltre le recensioni negative avrebbero contribuito a danneggiare la reputazione online dell’hotel, già alle prese con le conseguenze dell’attacco informatico.
Daniele Minotto, direttore dell’Associazione Veneziana Albergatori, ha osservato: “I tentativi di truffa online sono all’ordine del giorno, con le banche e con ogni tipo di transazione. Anche dove l’attenzione è massima si viene colpiti, come abbiamo visto con la Farnesina e con le Ulss. E purtroppo sono a rischio anche le nostre aziende che lavorano per il 90 per cento attraverso strumenti informatici”.
Minotto richiama inoltre l’attenzione sulla differenza fra le tariffe proposte e quelle normalmente praticate durante la stagione turistica: “Pensare di comprare una camera in altissima stagione a 15 euro dovrebbe far nascere qualche dubbio: è come se una concessionaria vendesse un’auto a 50 euro. Prima di tutto andrei a verificare. È stato un acquisto un po’ incauto: bastava vedere com’erano le tariffe in città in questi giorni. Pensare che esistano stanze a questi prezzi è stata forse anche una leggerezza da parte degli ospiti”.
Resta aperta la questione delle responsabilità e della gestione delle prenotazioni compromesse nell’hotel di Venezia, mentre gli accertamenti della Polizia postale dovranno chiarire le modalità dell’attacco e contribuire a ricostruire l’entità dei danni subiti dall’albergo e dai viaggiatori coinvolti.
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