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Perché l'Italia rischia attacchi hacker: 2 motivi su tutti

L’Italia è sempre più esposta agli attacchi informatici e secodo dati recenti sarebbero due i motivi che renderebbero i nostri sistemi più a rischio

3 min di lettura

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Gli attacchi informatici possono colpire servizi essenziali, aziende e pubbliche amministrazioni, con conseguenze che vanno dal furto di dati all’interruzione di attività quotidiane. I numeri più recenti fotografano la situazione e riportano l’attenzione su alcuni punti deboli.

Perché l’Italia rischia attacchi hacker: i fattori e i numeri

Per capire come l’Italia sia esposta agli attacchi informatici, bisogna guardare sia alla diffusione delle minacce sia alle debolezze che possono renderle più efficaci. Per capire meglio lo stato delle cose, sono stati presentati al Senato dei dati che aiutano a inquadrare il rischio. Le informazioni sono emerse dall’audizione del direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Bruno Frattasi, avvenuta il 13 ottobre 2026.

Nel sito ufficiale dell’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) si leggono le sue parole: “Nei primi nove mesi del 2026, lo CSIRT Italia ha rilevato 3.271 eventi cyber, a fronte dei 2.729 registrati nell’intero 2025. Di questi, 1.922 sono stati classificati come incidenti con impatto confermato in aumento rispetto allo scorso anno e abbiamo ricevuto oltre 1.500 notifiche nell’ambito della NIS2. Da gennaio 2026 l’avvio degli obblighi di notifica previsti dalla disciplina NIS2 ha portato un numero più ampio di organizzazioni a segnalare i propri incidenti.” Non si tratta, quindi, di un aumento attribuito soltanto a un incremento degli attacchi, ma anche a un ampliamento degli obblighi di notifica.

Secondo i dati riportati dall’ACN, gli asset e i servizi  esposti a possibili rischi sono circa 45mila, oltre 3.200 dei quali risultano potenzialmente compromessi. Nel periodo considerato sono state inoltre individuate 45 vulnerabilità zero-day, ossia falle informatiche non ancora note al produttore o per cui non è disponibile una correzione, 35 delle quali classificate ad alta gravità. Tra i fattori che espongono maggiormente l’Italia ci sono le infrastrutture tecnologiche datate e gli investimenti non sempre sufficienti per aggiornarle.

Inoltre, troppo spesso vengono utilizzate password molto deboli. Per questo motivo l’Agenzia ha coordinato esercitazioni con circa 600 partecipanti, simulando situazioni di crisi in settori come energia, telecomunicazioni e acqua. Le attività servono a verificare se le organizzazioni riescono a gestire la situazione dopo un attacco hacker e a mettere in atto tutte le attività necessarie, gestendo allo stesso tempo comunicazioni e ripristino.

Password più usate e rubate: le abitudini degli italiani

Accanto alle vulnerabilità dei sistemi, anche le password possono diventare un punto d’ingresso. Una credenziale breve, prevedibile o riutilizzata su più servizi rende più semplice sfruttare un furto di dati. Spesso, infatti, quando una combinazione viene sottratta da un sito, i criminali possono provare a usarla anche per accedere ad altri account della stessa persona. Un’indagine commissionata da Facile.it stima che 8,7 milioni di italiani abbiano subito il furto delle password nell’ultimo anno. Il dato deriva da un’indagine e non corrisponde al conteggio ufficiale di tutte le violazioni avvenute nel Paese.

La ricerca ha, però, rilevato anche abitudini rischiose: 4,6 milioni di persone usano la stessa password per siti e social network, mentre 2,7 milioni scelgono sequenze semplici come “1234”. Tra le password più usate dagli italiani compaiono anche nomi di familiari, caratteri ripetuti e la stessa parola “password”. Per ridurre il rischio, le indicazioni di sicurezza consigliano di usare una password diversa per ogni servizio e di preferire combinazioni lunghe e difficili da prevedere. Se si sospetta una compromissione, è opportuno cambiare subito la password e verificare gli accessi all’account.