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Allarme overtourism per i funghi in Italia: i 3 più ricercati

In Italia scatta l'allarme overtourism per i cercatori di funghi: ecco quali sono le zone più gettonata del nostro Paese e i funghi più ricercati

4 min di lettura

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Cesto funghi

In Italia la passione per i funghi non accenna a diminuire e anzi, sta contagiando sempre più persone, tanto da far scattare una sorta di allarme overtourism per i boschi dove andare alla ricerca di porcini e finferli.

In Italia scatta l’allarme overtourism per i funghi

Nel 2026, a causa della scarsità di pioggia, la stagione dei funghi è esplosa leggermente in ritardo rispetto al solito, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre nella maggior parte delle zone italiane.

Le temperature ancora piuttosto alte di questo periodo, inoltre, dovrebbero contribuire a spostare ulteriormente in avanti il tempo della raccolta, con i boschi sempre più battuti dai cercatori di funghi, in alcuni casi troppo, tanto da parlare di overtourism

Uno dei casi più eclatanti riguarda il Monte Amiata, famoso per la faggeta più grande d’Italia: come riportato dal ‘Corriere della Sera’, giorni fa i cacciatori di funghi sono arrivati addirittura in pullman per poi disperdersi per cercare i funghi.

Tra gli effetti più visibili dell’overtourism dei fungaioli nel nostro Paese ci sono sicuramente i funghi distrutti a bastonate nei boschi, anche se quell’effetto è possibile vederlo pure in zone meno affollate per mano di soggetti poco rispettosi dell’ambiente. Altre zone molto gettonate sono l’altopiano di Asiago in Veneto e la Sila in Calabria.

Merita una menzione a parte la zona al confine tra la Liguria e la Toscana, dove nel giro di pochi giorni sono stati trovati due porcini da record: uno da poco più di 900 grammi di peso e l’altro da più di un chilo.

Quali sono i funghi più ricercati d’Italia

A livello generale sono tre i funghi più cercati in Italia: in cima alla classifica troviamo i porcini, indicati con il nome scientifico di Boletus edulis; molto ambiti anche i finferli (Cantharellus cibarius) e la famosa mazza di tamburo (Macrolepiota procera), mentre poco più sotto troviamo alcune specie di russule.

Bisogna poi fare i conti con i funghi tossici o velenosi: raccogliere esemplari di cui non si ha certezza può rappresentare un danno alla salute e nei casi più gravi anche un azzardo che può costare la vita. Ai ricercatori di funghi il consiglio primario è quello di rivolgersi all’ispettorato micologico di zona e raccogliere sono i funghi di cui si ha la certezza assoluta.

Non manca chi, sprezzante di ogni pericolo, raccoglie qualsiasi tipo di fungo: il ‘CorSera’ ha riferito che nel Trevigiano, su 980 chili di funghi controllati dai micologi nel 2025, quasi 200 chili erano tossici o risultavano alterati. Nei centri antiveleni e nei pronto soccorso, specialmente a ridosso della stagione dei funghi, arrivano diverse persone con sintomi di intossicazione non soltanto da funghi tossici, ma anche da specie buone cotte in maniera errata, quindi male o troppo poco.

Nel nostro Paese sono diversi i funghi da cui stare alla larga e i tre più pericolosi sono: l’amanita virosa, di colore bianco candido e potenzialmente mortale; l’ortinario orellano (Cortinarius orellanus) che fino a qualche anno fa era considerato commestibile ma di recente si è rivelato come una specie mortale; la tignosa verdognola (Amanita phalloides), uno sporoforo mortale molto diffuso.