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Allarme spritz a Venezia, scattano i sequestri: cos'è successo

A Venezia sono scattati i sequestri dopo il sospetto che le confezioni originali fossero state rabboccate con prodotti di qualità e costo inferiori

4 min di lettura

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Spritz

Gli spritz venduti da alcuni bar nel cuore di Venezia hanno attirato l’attenzione della Polizia locale e aperto un nuovo fronte nei controlli sui locali della città. Durante un’ispezione a Cannaregio sono state trovate bottiglie di noti alcolici con sigilli manomessi e altri elementi che hanno fatto ipotizzare una sostituzione del prodotto originale. Il sopralluogo ha, inoltre, portato alla scoperta di diverse irregolarità sul fronte alimentare e igienico-sanitario.

Allarme spritz a Venezia, perché sono scattati i sequestri

A Venezia è avvenuto un controllo in un locale del sestiere di Cannaregio, dopo una segnalazione arrivata al Comando della Polizia locale. Secondo quanto riportato da ‘La Repubblica’, gli agenti del Nucleo Attività produttive hanno trovato dietro il bancone diverse bottiglie di alcolici conosciuti riempite fino all’orlo, nonostante i sigilli dei tappi apparissero rimossi o alterati. Anche il contrassegno di Stato risultava staccato. Questi elementi hanno fatto nascere il sospetto che le confezioni originali fossero state rabboccate con prodotti di qualità e costo inferiori.

L’intero lotto di bottiglie è stato quindi posto sotto sequestro, mentre gli accertamenti dovranno stabilire con precisione che cosa contenessero e se vi sia stata una frode a danno dei clienti. Il prezzo di 2,50 euro applicato da alcuni locali aveva già sollevato dubbi, considerando che in molte zone della città il costo di uno spritz parte ormai da cifre più alte. Vendere un bitter economico, naturalmente, non costituisce di per sé un’irregolarità. La situazione cambia se un prodotto meno costoso viene versato nella bottiglia di Aperol, Campari o di un altro marchio e presentato al cliente come originale.

Una volta aggiunti vino, seltz e la guarnizione, per chi consuma lo spritz è spesso impossibile riconoscere quale bitter sia stato realmente utilizzato. Il sopralluogo non si è limitato alle bottiglie. Nel banco frigorifero gli agenti hanno trovato anche diversi prodotti privi di informazioni sulla provenienza e sulla tracciabilità. Gli alimenti sono stati sottoposti a sequestro amministrativo e al titolare è stata contestata una sanzione di 2 mila euro. Nel locale sarebbero state inoltre rilevate carenze igieniche.

Le parole dell’assessore sui sequestri e il tema dei prezzi a Venezia

Commentando il sistema ipotizzato dietro agli spritz a basso costo, l’assessore comunale al Commercio Sebastiano Costalonga ha parlato di “un doppio danno”. Come riportato da ‘La Repubblica’, da una parte verrebbe ingannato il cliente, convinto di bere il prodotto indicato dalla bottiglia e dall’altra sarebbero penalizzati gli esercenti che acquistano e servono gli alcolici originali. “È un doppio danno. Travasare prodotti non di marca dentro le bottiglie pregiate taglia i costi ma inganna il cliente. E fa apparire il barista truffatore come più “onesto”, perché in apparenza offre lo stesso prodotto a un prezzo minore.”

Sul piano istituzionale, l’assessore ha ribadito che i controlli proseguiranno, considerando inaccettabili la vendita di alimenti non tracciati, le condizioni igieniche insufficienti e l’ipotesi di una frode commerciale.  La vicenda tocca un tema particolarmente sensibile per Venezia, città spesso al centro di polemiche sul costo di ristoranti, bar e servizi turistici. Solo di recente ha fatto discutere uno scontrino da 72 euro in un locale storico di Piazza San Marco, nel quale compariva anche un supplemento per la musica.

Il tema dei prezzi non riguarda soltanto chi visita la città. Anche l’accesso alla casa e la diffusione degli affitti turistici sono da tempo al centro del confronto pubblico. A questo si aggiunge il contributo di accesso per i visitatori giornalieri. Nel 2026 la misura è stata applicata per 60 giornate, con un importo di 5 euro per chi prenota in anticipo e di 10 euro per i pagamenti effettuati nei quattro giorni precedenti l’arrivo.