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Allarme effetto "nido vuoto" in Italia: cos'è e cosa succederà

Allarme "nido vuoto" in Italia, dove le famiglie senza figli sono ormai destinate a superare presto quelle con i figli: cosa dicono le previsioni

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Madre e figlio

Scatta l’allarme effetto “nido vuoto” in Italia: nel nostro Paese le famiglie senza figli sono destinate a superare presto quelle con i figli secondo le previsioni in base ai dati demografici dell’Istat.

Cos’è l’effetto “nido vuoto”

Quello che è stato definito come effetto “nido vuoto” (da non confondere con la sindrome del nido vuoto, stato psicologico che colpisce i genitori quando i figli lasciano casa per diventare indipendenti) è un processo che vede aumentare le famiglie senza figli in Italia.

Secondo i dati dell’Istat, nel 2025 erano 5,4 milioni, mentre nel 2050 si arriverà a quota 5,9 milioni, il 21,4% del totale (+8,8%). Sono diverse le realtà che convivono in questa categoria: troviamo le coppie che non hanno avuto figli, quelle che hanno deciso di rimandare la nascita e anche quelle che si ritrovano sole dopo che i figli sono usciti di casa.

La trasformazione è già in atto, basti pensare che al momento le coppie con figli in Italia sono 7,5 milioni, circa il 28% del totale, quindi meno di tre famiglie su dieci. Da qui al 2050, statisticamente parlando, dovrebbero sparire 1,7 milioni di coppie con figli.

I numeri rappresentano la conseguenza di decenni caratterizzati da poche nascite a cui va aggiunto un altro fenomeno diventato ormai strutturale: l’uscita sempre più tardiva dalla famiglia di origine; se una coppia si forma sempre più avanti negli anni, si rimanda sempre di più il momento di mettere al mondo un figlio, un rinvio che finisce per ridurre il numero di nascituri.

Come detto nel 2050 si prevede che le coppie senza figli in Italia supereranno numericamente quelle con i figli, un processo che però non avrà la stessa velocità in tutte le zone del Paese: al Nord, per esempio, il sorpasso è previsto prima e dovrebbe arrivare nel 2038, mentre al Centro bisognerà aspettare fino al 2044. Discorso diverso per le Regioni del Sud, dove le coppie con figli resteranno maggioritarie per tutto il periodo considerato dalle proiezioni, pur evidenziando una progressiva riduzione.

Allarme denatalità e famiglie con un solo genitore

A livello demografico sono diverse le trasformazioni in arrivo in Italia, soprattutto se nei prossimi anni continuerà ad aumentare l’instabilità delle unioni: si prevede una crescita delle famiglie con un solo genitore.

Le proiezioni sono le seguenti: i nuclei monogenitoriali dovrebbero passare da 2,8 milioni nel 2025 a 3,3 milioni nel 2050, con la quota sul totale che salirebbe dal 10,6% al 12%. Da questo punto di vista saranno soprattutto le donne sole a crescere i propri figli, anche se sta cambiando qualcosa anche al riguardo: oggi i padri soli rappresentano il 19,3% dei nuclei monogenitoriali ma nei prossimi 25 anni dovrebbero arrivare a quota 24,1%, quasi uno ogni quattro.

L’Italia, da anni alle prese con la denatalità, è destinata a diventare un Paese con più genitori soli e famiglie sempre più lontane dal modello che per anni ha rappresentato l’immagine dominante. La trasformazione è già in atto, basti pensare che nel 2025 è stato registrato il minimo storico di natalità con 355.000 nati nel corso dell’anno, il record negativo dal secondo dopoguerra.

Il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna, di gran lunga inferiore alla media di 2,1 necessaria per avere una stabilità demografica; da non sottovalutare anche il dato delle morti, 652.000 nel 2025 con un saldo fortemente negativo rispetto alle nascite.