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Allarme caldo agli Uffizi, accessi contingentati: cosa succede

A causa di un guasto all'impianto dell'aria condizionata la vendita di biglietti alle Gallerie degli Uffizi è stata sospesa causando code e disagi

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Caldo code agli Uffizi

Gli Uffizi sono uno dei musei più visitati d’Italia e una tappa quasi obbligata per chi arriva a Firenze. Davanti alla Galleria, ogni giorno, si formano lunghe code di turisti pronti ad ammirare capolavori come la Nascita di Venere di Botticelli, la Primavera, le opere di Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Caravaggio e dei grandi maestri del Rinascimento. Negli ultimi giorni, però, al consueto afflusso di visitatori si è aggiunto un problema inatteso legato al caldo. All’interno del museo, infatti, si sono registrati problemi all’impianto di condizionamento. La situazione ha creato confusione tra chi aveva già prenotato il biglietto, chi sperava di acquistarlo sul posto.

Cosa succede agli Uffizi per il caldo e l’aria condizionata

Il problema agli Uffizi è esploso dopo diversi giorni di segnalazioni da parte di guide turistiche e dei visitatori. Da domenica, infatti, si parlava di malfunzionamenti dell’impianto di condizionamento e di temperature particolarmente elevate in diverse sale della Galleria. Secondo quanto riporta il ‘Corriere della Sera’, in alcuni ambienti il caldo avrebbe raggiunto valori compresi tra i 28 e i 33 gradi, rendendo più difficile la permanenza dei visitatori all’interno delle sale.

La situazione è stata poi affrontata con un comunicato del direttore amministrativo delle Gallerie, Matteo Pisi, nel quale si spiegava che le temperature eccezionali di questi giorni avevano messo sotto pressione il sistema dell’aria condizionata della Galleria degli Uffizi. Il museo ha quindi deciso di introdurre misure di contenimento degli accessi, simili a quelle già adottate in passato in giornate di forte affluenza o in situazioni particolari.

Il punto centrale, però, ora riguarda la gestione dei biglietti. La vendita online sembra essere bloccata fino a domenica 28. All’interno del museo, però, la situazione sarebbe andata gradualmente migliorando. La giornata più caotica è stata, quindi, quella di ieri quando le regole sembravano cambiare in tempo reale. In un primo momento, fino a mezzogiorno, il personale avrebbe mandato via chiunque non avesse già un biglietto prenotato. Poco dopo, però, la biglietteria ha riaperto con un ritmo ridotto. Sono state fatte entrare venti persone ogni quindici minuti circa, venivano venduti i biglietti alle persone sul posto munite di documento.

Le parole di turisti e visitatori davanti agli Uffizi

A rendere evidente il disagio sono state soprattutto le testimonianze raccolte davanti al museo e riportate sempre dal ‘Corriere’. Molti turisti a Firenze si sono trovati in coda senza capire con certezza se sarebbero entrati, se la biglietteria fosse aperta o chiusa e quali regole fossero effettivamente in vigore in quel momento. La confusione, più ancora del caldo, sembra essere stata uno degli elementi più criticati.

Le parole di una guida turistica sono state riprese dal ‘Corriere della Sera’: “Stamattina ero dentro con dei clienti prenotati e la biglietteria era chiusa. Quando ho chiesto, mi è stato detto che ancora non era chiaro come sarebbe stata organizzata la giornata, che i lavori sono in corso ma che il problema dell’impianto è strutturale.”

Fuori dal museo, molti turisti erano invece ignari della situazione. David, arrivato dalla Francia, ha raccontato di non aver visto indicazioni evidenti: “Non ho visto alcuna comunicazione, né sul sito né sui cartelli qua intorno.” Uno studente ha, invece, spiegato: “Non si capisce niente, ho chiesto e mi hanno risposto che neanche loro in quel momento sapevano che sarebbe successo. Un minuto dopo hanno riaperto le vendite”. La frase evidenzia un punto più delicato, non tanto la necessità di contingentare gli ingressi quanto la difficoltà di comunicare in modo rapido e chiaro.