A Venezia cambiano i nomi delle vie: cosa c'entra Emily In Paris
La serie TV Emily in Paris è a Venezia per girare alcune scene dello show e per esigenze televisive è stato anche cambiato il nome di una via

Emily in Paris, la serie Netflix con protagonista Lily Collins, è diventata ormai un fenomeno globale. Lanciata nel 2020, la serie racconta le vicende di Emily Cooper, giovane americana trasferita a Parigi per lavoro. Lo show, firmato da Darren Star, ha conquistato milioni di spettatori grazie al suo mix di glamour, comicità e romanticismo. Ma non sono solo le riprese ad attirare l’attenzione. In questi giorni, infatti, si è scatenata la curiosità, e anche qualche polemica, per la comparsa di un cartello che modifica il nome di una calle veneziana, adattandola alle esigenze narrative della serie.
Il cambio dei nomi: “via del Calabrone” al posto di ramo de la Carità
Dopo aver esplorato a lungo la capitale francese e, nella quarta stagione, aver fatto tappa a Roma, la produzione di ‘Emily in Paris’ ha scelto Venezia come nuova cornice per il quinto capitolo della storia. La troupe è arrivata a metà agosto e ha allestito diversi set a Venezia tra Campo Santi Giovanni e Paolo, San Francesco della Vigna, le Gallerie dell’Accademia, Punta della Dogana. Non sono mancati anche alcuni hotel storici come il Danieli e lo St. Regis.
Per le riprese si cercavano anche 500 comparse, donne e uomini con aspetto molto piacevole e fisico asciutto, ovvero taglia dalla 38 alla 42 per le donne e dalla 46 alla 52 per gli uomini. La città lagunare è diventata così una nuova location della serie, dopo le riprese avvenute a maggio nella capitale italiana. A far parlare, però, non è solo la presenza di attori e registi famosi legati alla serie TV. Nelle ultime ore, sui social, è circolata la foto di un cartello che recita “Via del Calabrone”.
Non si tratta di un vero cambio toponomastico deciso dal Comune, ma di un intervento scenico voluto dalla produzione di Emily in Paris. In realtà, quel luogo è il ramo de la Carità che si incrocia con calle dei Cordoni alle Fondamenta Nove. Una scelta che ha fatto sorridere molti, ma che ha anche lasciato perplessi i veneziani più attenti. Infatti, Venezia non è una città di “vie” ma di calli, campielli e rii, quindi, chiamarla “via” appare anomalo.
In questo caso, però, sembra debba prevalere la logica televisiva dato che questa serie è ormai famosa a livello internazionale e, quindi, i termini usati devono essere comprensibili e facilmente traducibili in diverse lingue. Questo piccolo, e provvisorio, cambiamento ha anche portato molti turisti a chiedersi dove si trovi la fantomatica “via del Calabrone”.
Calle pickpocket e la protesta contro i borseggiatori
Il tema dei cartelli a Venezia non si limita però alla fiction. Qualche giorno fa è stato operato anche un altro cambio di nome. Era, infatti, comparso a Calle della Mandola, vicino a Campo Sant’Angelo, un altro curioso striscione. Questa volta non c’entrava Netflix, ma un gesto di protesta: la via era stata ribattezzata “Calle Pickpocket“, cioè “Calle dei Borseggiatori”.
L’iniziativa partita dal comitato “Veneziani non distratti”, guidato da Monica Poli che è una consigliera della Lega diventata famosa su TikTok. Monica Poli, infatti, con le sue attività e i suoi video mette in allerta i turisti e tenta di smascherare i borseggiatori presenti nel territorio veneziano. La scritta, simile a un vero striscione, è stata rimossa in breve tempo ma ha acceso nuovamente il dibattito sulla sicurezza in città.
Il gruppo chiede da anni misure più dure contro i furti e sostiene che i ladri stiano diventando sempre più violenti. Un tema molto sentito soprattutto nelle aree più frequentate a Venezia dai turisti come la zona del Ponte Rialto e le calli vicine.
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