Ucraina, nuovo allarme: prodotti italiani nel mirino di Putin
Nuovo allarme per il settore alimentare italiano a causa delle ritorsioni di Putin, come già accaduto nel 2014, con l’embargo a un’ampia lista di prodotti in risposta alle sanzioni di UE, USA e altre nazioni per l’annessione della Crimea.
A lanciare l’allarme è la Coldiretti, in seguito al decreto firmato da Vladimir Putin come reazione alle ultime sanzioni dell’Unione Europea per l’invasione dell’Ucraina. Il decreto avrà ripercussioni sul mercato internazionale, mettendo a rischio l’esportazione dei prodotti italiani.
Per l’Italia, in modo particolare, sono a rischio le vendite degli elementi base della dieta mediterranea come la pasta, il vino e l’olio d’oliva che solo nel 2021 hanno raggiunto un valore di mercato di 670 milioni di euro grazie all’esportazione in Russia, facendo registrare un aumento del 14% rispetto all’anno precedente.
Il decreto firmato dal Presidente della Russia Vladimir Putin colpisce una significativa lista di prodotti agroalimentari, con il divieto all’ingresso di formaggi, carne, salumi e pesci provenienti dai Paesi dell’Unione Europea, dagli Stati Uniti d’America, dal Canada, dalla Norvegia e dall’Australia.
Coldiretti riferisce, inoltre, che oltre al danno causato dal blocco delle esportazioni verso la Russia, le sanzioni andrebbero a creare anche una beffa, legata alla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con gli originali italiani, come il parmesan, la mozzarella e altri formaggi. Dall’olio extravergine d’oliva alla pasta, passando per il caffè, gli spumanti, il prosecco e i vini pregiati: ecco i prodotti italiani più a rischio.
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