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San Lorenzo è il quartiere di Roma da visitare per il Guardian

Il quartiere di San Lorenzo è stato elogiato anche dal Guardian perché rientra tra le aree della capitale ancora non invase dal turismo di massa

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

San Lorenz, quartiere da visitare

Roma continua a conquistare visitatori da ogni parte del mondo, ma la sua fama sta rendendo sempre più affollate le aree più note come il Colosseo. Proprio per questo il Guardian ha suggerito di cambiare prospettiva e di guardare verso un quartiere meno famoso. A pochi minuti dalla stazione Termini si trova, infatti, San Lorenzo, un rione dove la storia del Novecento convive con la street art, le botteghe  e una vita quotidiana ancora lontana dai grandi circuiti turistici.

Perché il Guardian consiglia di visitare San Lorenzo a Roma

Roma è una delle destinazioni europee più amate e visitate. Secondo i dati riportati dal Guardian, nel 2025 la Capitale avrebbe accolto 22,9 milioni di arrivi, un risultato favorito anche dal Giubileo. L’afflusso non sembra destinato a diminuire nel 2026, motivo per cui il quotidiano britannico invita i viaggiatori a scoprire aree meno affollate e più legate alla vita reale. Tra queste, secondo l’articolo inglese, c’è San Lorenzo, situato a est della stazione Termini e raggiungibile a piedi in circa venti minuti. Mentre la maggior parte dei turisti si dirige verso il Colosseo o la Fontana di Trevi, chi viene qui incontra un quartiere completamente diverso. Il Guardian lo descrive come una zona non ancora toccata dal turismo di massa e con un ritmo ancora profondamente popolare.

San Lorenzo nacque alla fine dell’Ottocento come quartiere operaio, costruito per accogliere lavoratori e famiglie legate alle attività industriali e ferroviarie della zona. Nel corso del Novecento sviluppò una forte identità politica e antifascista. Durante l’ascesa di Benito Mussolini, gli abitanti del rione e gli Arditi del Popolo parteciparono ad azioni di resistenza contro le incursioni delle squadre fasciste. Nel 1922 furono innalzate barricate per impedire l’ingresso delle camicie nere, consolidando la fama di San Lorenzo come “zona rossa” della Capitale. Un altro momento decisivo della sua storia fu il bombardamento del 19 luglio 1943. L’attacco alleato colpì duramente il quartiere, danneggiando abitazioni, il Cimitero del Verano e la Basilica di San Lorenzo fuori le Mura.

Cosa vedere, cosa fare e dove mangiare a San Lorenzo

Nonostante San Lorenzo sia noto soprattutto per la Street Art, tra i luoghi più importanti da visitare c’è la Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, da cui il quartiere prende il nome. È una delle sette chiese tradizionalmente legate ai pellegrinaggi romani e custodisce anche reliquie attribuite a Santo Stefano. A pochi passi si trova il Cimitero Monumentale del Verano, un vasto spazio che conserva tombe, sculture e monumenti dedicati a importanti personalità della cultura italiana. Qui riposano, tra gli altri, Alberto Sordi, Gigi Proietti e Bud Spencer. Il Guardian lo paragona al cimitero londinese di Highgate.

Un’altra tappa fondamentale è la Fondazione Pastificio Cerere, ospitata in quella che fu una delle più antiche fabbriche del quartiere. Il pastificio, fondato nel 1905, produsse pasta e farina, ma dagli anni Settanta gli spazi furono progressivamente trasformati in un centro dedicato all’arte contemporanea. Oggi la fondazione organizza mostre, incontri e attività culturali.

Anche il cibo è uno dei motivi per cui il Guardian suggerisce di visitare San Lorenzo. Tra gli indirizzi più rappresentativi c’è Pizzeria Formula 1, aperta dal 1978 e conosciuta per la pizza romana sottile. Poco distante si trova Osteria da Marcello, attività familiare attiva dal 1961, dove si possono assaggiare piatti della tradizione come la cacio e pepe. Altre insegne consigliate sono Nena Mercato e Cucina, SAID 1923 e Gelato San Lorenzo.