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Quanto costa Ca' Dario, palazzo maledetto di Venezia in vendita

Ca’ Dario il palazzo maledetto di Venezia è tornato in vendita e ora è stato svelato a quanto ammonta il suo valore immobiliare sul Canal Grande

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Affacciato su uno dei tratti più iconici del Canal Grande, Ca’ Dario, il celebre palazzo maledetto di Venezia, da secoli avvolto da racconti di sventure e coincidenze inquietanti, è di nuovo sul mercato. Questa volta, però, accanto alla leggenda emerge un elemento concreto che fino a oggi era rimasto nell’ombra Il suo costo.

Qual è il prezzo di vendita del palazzo Ca’ Dario

Nel sestiere di Dorsoduro, a pochi passi dalla Salute, l’edificio rinascimentale continua a restare chiuso, osservato con curiosità da residenti e visitatori. La notizia della vendita ha riacceso l’attenzione, soprattutto perché ora si conosce il dettaglio decisivo che chiarisce la portata dell’operazione.

La novità principale riguarda il valore economico attribuito a Ca’ Dario. Dopo mesi di indiscrezioni e trattative mai ufficializzate, è emersa la cifra richiesta per l’acquisto dello storico edificio veneziano. a vendita è stata affidata a circuiti immobiliari di fascia altissima, con una gestione volutamente riservata, come spesso accade per dimore di questo livello.

La vendita è stata affidata a circuiti immobiliari di fascia altissima, con una gestione volutamente riservata, come spesso accade per dimore di questo livello. Secondo quanto emerso, il palazzo sarebbe stato proposto con una richiesta che si aggira intorno ai venti milioni di euro, una valutazione che tiene conto della posizione sul Canal Grande, della dimensione dell’immobile e del suo valore storico-architettonico.

Un prezzo che colloca Ca’ Dario tra le proprietà più esclusive oggi disponibili a Venezia, ma che inevitabilmente alimenta interrogativi sulla reale appetibilità dell’operazione. Come riportato su ‘La Repubblica’, Paola, titolare di una galleria d’arte: “Ci risiamo. Ma davvero è di nuovo in vendita? Tanto non ci riescono, lo restaurano, ma non lo trovano più qualcuno che ci investe milioni sfidando la disgrazia”.

L’attuale proprietà, riconducibile a una società americana, aveva acquisito Ca’ Dario nel 2006. Da allora l’edificio non è mai stato abitato né aperto a nuove funzioni; nessuna destinazione d’uso, nessun progetto pubblico o privato: una scelta che ha contribuito a congelare il palazzo in una sorta di sospensione, rafforzandone l’aura enigmatica e rendendo oggi la vendita un passaggio tutt’altro che scontato.

Qual è la storia maledetta di Ca’ Dario a Venezia

La reputazione oscura di Ca’ Dario affonda le radici nel XV secolo e costruito nel 1479 per volontà di Giovanni Dario, alto funzionario della Repubblica di Venezia, il palazzo era destinato a diventare la dote nuziale della figlia Marietta.

Fin dai primi passaggi di proprietà, però, la dimora è stata associata a eventi tragici che hanno alimentato una narrazione popolare destinata a durare nei secoli.

Nel corso del tempo, il palazzo ha cambiato più volte proprietario, attraversando epoche e contesti molto diversi. Mercanti, aristocratici, collezionisti e imprenditori hanno abitato o posseduto Ca’ Dario, spesso vedendo le proprie vicende personali intrecciarsi con fallimenti, malattie o morti improvvise. Una sequenza di episodi che non ha mai trovato spiegazioni oggettive, ma che ha finito per consolidare la fama di luogo infausto.

Tra Otto e Novecento, la leggenda si è ulteriormente rafforzata. Alcuni ospiti illustri che avevano soggiornato nel palazzo sarebbero stati colpiti da gravi problemi di salute, mentre nel secolo scorso una serie di fatti di cronaca nera e drammi personali legati a figure note del mondo della finanza e dello spettacolo ha riportato Ca’ Dario sotto i riflettori mediatici.

Proprio questa stratificazione di storie ha trasformato l’edificio in un simbolo ambiguo: da un lato un capolavoro rinascimentale affacciato sull’acqua, dall’altro un luogo percepito come carico di presagi negativi. Ancora oggi, il palazzo resta disabitato, con il portone chiuso e il giardino interno lasciato a una crescita spontanea, quasi a sottolineare la distanza tra la sua bellezza architettonica e la difficoltà di immaginarne un futuro abitato.