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Dove nasce il fiume Aniene, affluente del Tevere a Roma

In passato chiamato anche Teverone, il fiume Aniene è uno degli affluenti del Tevere a Roma: ecco dove nasce, qual è il suo corso e dove sfocia

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Giulia Sbaffi

Giulia Sbaffi

Web content writer

Web content writer appassionata di belle storie e di viaggi, scrive da quando ne ha memoria. Curiosa per natura, le piace tenersi informata su ciò che accade intorno a lei.

Fiume Aniene

Il fiume più importante della città di Roma, divenuto nel tempo uno dei suoi simboli principali, è senza dubbio il Tevere: legato alle leggende che segnano la storia della capitale, è anche il fiume più lungo del centro Italia e in passato una fondamentale via di comunicazione e di trasporto. Ma a Roma c’è un altro corso d’acqua di grande rilievo, sebbene molto meno conosciuto. Si tratta del fiume Aniene, che offre alcuni spettacolari panorami alle porte della città: scopriamo qualcosa in più.

Dove nasce e il corso del fiume Aniene

Il fiume Aniene scorre interamente nel Lazio ed è lungo 98,5 km: è uno dei principali affluenti del Tevere (secondo solamente al fiume Nera), verso cui converge da sinistra. Nasce al confine tra Lazio e Abruzzo, sui monti Simbruini – tra le province di Roma e di Frosinone. La sua sorgente, chiamata Capo Aniene (o Sorgente di Riglioso) è posta sul versante meridionale del Monte Tarino, a circa 1.200 metri di altitudine. In realtà, molti fanno iniziare l’Aniene un po’ più a valle, presso le Grotte del Pertuso, tra Filettino e Trevi nel Lazio (prov. di Frosinone).

Il fiume scorre all’interno di un panorama naturale molto variegato, dando vita alla Valle dell’Aniene. Durante il suo percorso, attraversa alcune piccole cittadine molto conosciute, tra cui Subiaco e Tivoli. Lungo le sue rive, nell’antichità vennero costruite alcune splendide ville romane tra le più note ancora oggi, come quella di Nerone a Subiaco e le incantevoli residenze di Tivoli. Qui, il fiume Aniene è protagonista di fantastici giochi d’acqua e di meravigliose cascate che attirano molti turisti. In particolare, sono famose Villa d’Este (con le sue bellissime fontane alimentate dal corso d’acqua) e Villa Gregoriana (che ospita la Grande Cascata dell’Aniene).

Il percorso del fiume Aniene, fin qui caratterizzato da un territorio aspro e carsico, a valle diventa morbido e sinuoso, attraversando le campagne romane. Avvicinandosi alla capitale, raccoglie le acque di diverse altre sorgenti locali, vedendo accrescere il suo letto. Infine, una volta entrato a Roma, il fiume viene attraversato dal Ponte Salario (in zona Prati Fiscali) e poco dopo si getta nel Tevere, confluendo nel fiume più grande della città.

Il fiume Aniene nella storia e oggi

In antichità, il fiume Aniene si chiamava Parensio: il suo attuale nome deriva dal latino Anio, ed è legato ad alcune leggende secondo cui il re etrusco Anio vi annegò nel tentativo di recuperare sua figlia rapita da Cetego. Nel suo tratto finale è conosciuto anche con il nome di Teverone, che ovviamente deriva dalla sua confluenza con il Tevere. Il suo corso d’acqua ha sempre avuto una grande importanza dal punto di vista economico, tanto che già durante l’epoca romana venne impiegato per alimentare diversi acquedotti – di cui ancora oggi si possono ammirare splendide testimonianze.

Nella Valle dell’Aniene, inoltre, vi fu un grande sviluppo industriale dovuto alle acque del fiume utilizzate anche per la produzione di energia elettrica. Oggi, gran parte delle industrie alimentate dall’Aniene non sono più operanti: questo ha reso il fiume molto meno inquinato, ripristinando fauna e flora. Per preservare questi meravigliosi ambienti naturali, il corso dell’Aniene ricade attualmente all’interno del Parco Regionale dei Monti Simbruini nel suo tratto iniziale e della Riserva Naturale Valle dell’Aniene fino al punto in cui sfocia nel Tevere.