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Olimpiadi, il Castello Sforzesco apre il cantiere di Leonardo

In occasione delle Olimpiadi, il Castello Sforzesco apre ai visitatori la Sala delle Asse che potrà essere visitata durante i lavori di restauro

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Nel cuore di Milano, vicino al Parco Sempione, si trova il Castello Sforzesco, un edificio che continua a raccontare secoli di storia. Fortezza medievale, residenza ducale, caserma militare e oggi polo museale, il Castello è uno dei luoghi simbolo della città. Qui, infatti, ha prestato servizio anche Leonardo da Vinci che ha lasciato testimonianze del suo lavoro e del suo genio. In vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, il Castello Sforzesco si prepara per mostrarsi al mondo e tra le iniziative più attese, spicca proprio l’apertura straordinaria del cosiddetto “cantiere di Leonardo”.

L’apertura al pubblico del cantiere delle opere di Leonardo

Dal 7 febbraio al 14 marzo è prevista un’apertura eccezionale del cantiere di restauro della Sala delle Asse, situata nella torre angolare nord-est del Castello, nota come Falconeria. Qui Leonardo da Vinci ha lavorato tra il 1497 e il 1499, su incarico di Ludovico il Moro. Il progetto doveva essere davvero ambizioso, ma è rimasto incompiuto a causa delle vicende politiche che hanno portato alla caduta del duca e all’allontanamento di Leonardo da Milano.

Il cantiere oggi aperto al pubblico segna l’ultima tappa di un lungo e articolato percorso di ricerca e restauro avviato ancora nel 2006. Dopo una prima fase di analisi e indagini esplorative, dal 2013 sono iniziati gli interventi veri e propri, che hanno consentito di far emergere i sorprendenti disegni di Leonardo. Si possono così ammirare rami e tronchi pensati per rivestire interamente le pareti, dando vita a una scenografia naturale di grande suggestione. Tra il fitto intreccio delle fronde si distinguono anche scorci di un paesaggio con rocce, alcuni edifici e un campanile in lontananza.

Il restauro vuole qui essere raccontato in modo inedito come un processo condiviso con i visitatori che possono così comprendere la complessità e la delicatezza dell’intervento in atto. In occasione delle Olimpiadi Invernali, il pubblico potrà accedere al cantiere e salire sulle impalcature, raggiungendo un’altezza superiore ai dieci metri. Le visite, organizzate in piccoli gruppi, prevedono l’uso del caschetto di sicurezza e una permanenza massima di trenta minuti. Complessivamente, circa 1.700 persone potranno vivere questa esperienza, previa prenotazione online.

Dal 7 febbraio, inoltre, sarà aperta anche una mostra multimediale allestita al terzo piano della Rocchetta, interamente dedicata alla Sala delle Asse. Il percorso espositivo permetterà di seguire l’evoluzione del progetto leonardesco e di approfondire le scoperte emerse negli ultimi anni, offrendo al pubblico una lettura completa e aggiornata di uno dei luoghi più affascinanti del Castello.

Gli altri restauri e interventi al Castello Sforzesco

L’apertura del cantiere di Leonardo si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione del Castello Sforzesco in vista delle Olimpiadi. Già oggi, nella Pinacoteca del Castello, è visibile una nuova sala dedicata ai pittori leonardeschi, che arricchisce il percorso museale con opere di grande rilievo. Parallelamente, proseguono anche le ricerche archeologiche e architettoniche che stanno rivelando aspetti inediti del Castello Sforzesco.

Studi condotti dal Politecnico di Milano hanno portato alla mappatura di un complesso sistema di passaggi sotterranei sotto il maniero, alcuni dei quali risalenti all’epoca di Ludovico il Moro. Tra le ipotesi più affascinanti, quella dell’esistenza di un collegamento sotterraneo tra il Castello e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, dove è sepolta Beatrice d’Este. Un passaggio leggendario, citato in alcuni disegni di Leonardo, che oggi sembra trovare conferme grazie alle nuove tecnologie di rilevamento.