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Il nuovo studio Pippo Baudo in Rai è già un caso: la polemica

Il nuovo studio Rai intitolato a Pippo Baudo ha scatenato polemiche perché in molti speravano sarebbe stato a lui intitolato il Teatro delle Vittorie

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Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Nuovo studio Pippo Baudo in Rai

Pippo Baudo ha attraversato oltre sessant’anni di storia della televisione italiana, legando il proprio nome ad alcuni dei programmi più importanti della Rai. Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2025, l’azienda ha deciso di dedicargli un nuovo studio nella cittadella televisiva di Saxa Rubra. Quello che doveva essere un omaggio si è, però, rapidamente trasformato in un caso.

Pippo Baudo e le polemiche sul nuovo studio Rai

Nato a Militello in Val di Catania il 7 giugno 1936, Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, conosciuto da tutti come Pippo, è stato uno dei conduttori più famosi della televisione italiana. Baudo guidò programmi che hanno fatto la storia come  Canzonissima, Domenica In, Serata d’onore e Novecento. Condusse inoltre tredici edizioni del Festival di Sanremo. Il conduttore è morto il 16 agosto 2025, all’età di 89 anni. Poco più di un anno dopo, il 1° ottobre 2026, la Rai ha inaugurato a Saxa Rubra un nuovo spazio a lui intitolato. Lo Studio Pippo Baudo è destinato a ospitare importanti trasmissioni televisive, a partire da Ballando con le Stelle di Milly Carlucci.

L’omaggio ha però suscitato una polemica quasi immediata, tanto che all’inaugurazione non erano presenti i figli del conduttore, Tiziana e Alessandro Baudo. La loro assenza ha riportato l’attenzione sul Teatro delle Vittorie, lo storico spazio romano che la Rai ha deciso di mettere in vendita. La struttura ha ospitato alcuni dei più importanti varietà della televisione pubblica e ha accolto, oltre a Baudo, artisti e conduttori come Mina, Raffaella Carrà, Mike Bongiorno e Renzo Arbore. Proprio al Teatro delle Vittorie era stata allestita anche la camera ardente per l’ultimo saluto a Pippo Baudo.

La Rai sostiene invece che l’edificio non sia più sostenibile sotto il profilo produttivo ed economico. Gli impianti sarebbero ormai obsoleti, mentre i vincoli determinati dalla presenza dello studio all’interno di un condominio e gli elevati costi di manutenzione renderebbero necessaria una profonda ristrutturazione. Secondo quanto riportato dal ‘Corriere della Sera’, per l’intervento servirebbero circa sette milioni di euro, la stessa cifra stabilita come base d’asta per la vendita.

La questione aveva già mobilitato nei mesi precedenti numerosi protagonisti dello spettacolo. Nel gennaio 2026 Fiorello aveva parlato della petizione online lanciata per salvare il Teatro delle Vittorie e, durante La Pennicanza, aveva annunciato la volontà di firmarla. In quell’occasione aveva proposto di non vendere lo storico teatro e di intitolarlo a Pippo Baudo. L’appello di Fiorello aveva anche un valore personale dato che lui e Baudo erano legati da un rapporto di affetto e stima professionale.

Le parole della figlia Tiziana Baudo sul Teatro delle Vittorie

Tiziana Baudo, figlia del presentatore, ha espresso la sua opinione rispetto al nuovo studio intitolato a Pippo Baudo. Come riportato dal ‘Corriere della Sera’, la figlia del conduttore ha dichiarato: “Non ho partecipato all’inaugurazione dello studio di Saxa Rubra per una scelta precisa e coerente. Non certo per una dimenticanza, né per mancanza di rispetto.” Tiziana Baudo ha riconosciuto come doverosa la volontà dell’azienda di ricordare suo padre, ma ha messo in discussione il modo nel quale l’omaggio è stato realizzato. Il Teatro delle Vittorie, in questa prospettiva, avrebbe infatti un significato che una nuova struttura non può sostituire.

Il ‘Corriere’ ha ricordato che suo padre si impegnò personalmente affinché il Teatro delle Vittorie non venisse trasformato in un supermercato e perché fosse acquistato dalla Rai. Tiziana Baudo ha poi continuato: “Le targhe sono importanti, ma la memoria non si tutela soltanto con le targhe. Si tutela anche preservando i luoghi, la storia e ciò che quei luoghi rappresentano.” La contestazione non riguarda quindi la targa collocata a Saxa Rubra, ma quella di vendere un ambiente legato all’eredità professionale del padre.