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Non solo Melendugno, crolli al Castello di Fabro e Villa Adriana

Il maltempo ha danneggiato diversi luoghi famosi in giro per l'Italia: oltre all'Arco dell'Amore, crolli anche a Villa Adriana e al Castello di Fabro

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Il fine settimana di San Valentino non è stato fortunato per l’Italia: il maltempo che si è abbattuto su gran parte del territorio nazionale ha causato danni a luoghi iconici sparsi per il nostro Paese.

Non solo l’Arco dell’Amore, altri crolli dal Castello di Fabro a Villa Adriana

La notizia che ha destato più clamore è stata quella che riguarda l’imponente arco naturale dei faraglioni di Sant’Andrea a Melendugno, in Salento: conosciuto da tutti come l’Arco degli Innamorati, si è sgretolato in mare in seguito alle forti piogge e mareggiate che hanno colpito la Puglia.

Come detto il meteo avverso ha causato danni anche ad altri importanti luoghi sparsi per l’Italia: le piogge insistenti degli ultimi giorni hanno portato al crollo parziale delle mura del Castello di Fabro, in provincia di Terni.

Il cedimento, fortunatamente, non ha coinvolto persone, ma alcune abitazioni sono rimaste prive di energia elettrica. Sul posto è intervenuta subito la squadra proveniente dal distaccamento di Orvieto, insieme ai tecnici comunali.

Crollo anche a Villa Adriana a Tivoli, dove le Piccole Terme sono state colpite da un’ondata di maltempo. L’antica muratura in opera reticolata è crollata, fortunatamente senza causare feriti, in quanto il cedimento parziale è avvenuto in un settore non aperto al pubblico. Secondo le prime ricostruzioni, il crollo a Villa Adriana, presente nella classifica dei monumenti e musei più visitati d’Italia, sarebbe stato causato dall’accumulo di acqua piovana provocato dalle piogge battenti degli ultimi giorni.

Dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este hanno fatto sapere che sul posto sono intervenuti subito i tecnici del Ministero, i quali hanno avviato immediatamente le prime operazioni di messa in sicurezza, necessarie al fine di monitorare l’intera area.

Cosa è successo all’Arco dell’Amore di Melendugno

Le infiltrazioni di acqua che già da anni stavano progressivamente erodendo parti del fronte costiero, unite alle onde degli ultimi giorni, hanno fatto sparire l’Arco degli Innamorati di Melendugno, ridotto adesso a un cumulo di rocce affioranti. Un episodio che lascia ancora più sconcertati perché accaduto in concomitanza con San Valentino, portando via un luogo simbolo dell’amore, tappa fissa per turisti e innamorati.

Il sindaco Maurizio Cisternino ha commentato così l’accaduto: “È un colpo al cuore durissimo – le parole del primo cittadino riportate da ‘RaiNews.it’ – sparisce uno dei tratti turistici più famosi della nostra costa e dell’Italia intera, che era stato anche protagonista di famosi spot tv”.

Giovanni Caputo, presidente dell’ordine dei geologi della Puglia, ha lanciato l’allarme per lo stato di salute delle coste pugliesi: “Il crollo dell’arco di Sant’Andrea a Melendugno solleva preoccupazioni sia per la sicurezza che per la conservazione dell’ambiente – ha spiegato in una nota – il 53% delle coste pugliesi è a rischio erosione e sul territorio sono state censite 839 frane con 63.000 persone che risiedono in territori colpiti da frane“.

Sulle azioni da intraprendere per contrastare il fenomeno, Caputo ha dichiarato: “È fondamentale non soltanto la stabilizzazione della costa ma anche promuovere campagne di educazione per sensibilizzare la popolazione e i visitatori sulla fragilità dell’ecosistema costiero e sulla necessità di proteggere aree come quella dell’arco di Sant’Andrea”. Per Caputo è fondamentale un approccio multidisciplinare che coinvolga “geologi, ingegneri e biologi marini per sviluppare un piano integrato di gestione del rischio e di conservazione”.