I 5 migliori piatti d'Italia del 2026 secondo la Guida Michelin
La nuova Guida Michelin 2026 ha individuato cinque piatti che, secondo gli ispettori, hanno segnato le esperienze più rilevanti dell’anno, una selezione che unisce realtà emergenti e insegne storiche, mostrando come la cucina italiana continui a evolversi tra tradizione e contemporaneità.
I cinque piatti premiati dalla Guida Michelin 2026
Il primo piatto segnalato dalla Guida Michelin arriva dal Lazio, dove Al Madrigale – Nuova Cucina Rurale di Tivoli ha conquistato una stella grazie a un servizio che ha sorpreso per delicatezza e profondità. Gli ispettori hanno indicato come piatto di riferimento il servizio del pane accompagnato dalla ventricina prodotta in casa: un insieme apparentemente semplice, costruito su farine di grani selezionati, lievito madre e una lavorazione attenta; preparata con carne ovina e una speziatura discreta, è stata apprezzata per l’equilibrio tra rusticità e rigore tecnico, sostenuta da una focaccetta passata alla brace che ne ha valorizzato il sapore.
Il secondo piatto scelto proviene da Milano, dove Abba ha ottenuto la sua prima stella con una proposta interamente vegetale: fiori di zucchina e mandorle. Il cuore del piatto è stato un gazpacho ricavato dall’estrazione dell’acqua di mandorla, regolato solo da olio e sale, cui si aggiungevano lamelle fresche e un olio di fico capace di introdurre una nota più piena; la cottura minima dei fiori, mantenuti quasi intatti, ha evidenziato la volontà di puntare su un’estrema purezza dei sapori, interpretata dagli ispettori come un esercizio di essenzialità.
Il terzo piatto selezionato porta in Veneto, a Oppeano, dove la Famiglia Rana ha presentato una creazione dallo sguardo internazionale: uno scampo marinato nel grasso di manzo, completato da caviale in esclusiva, gel al lime e piccole verdure fermentate. Il piatto è stato descritto come un gioco di proporzioni millimetriche, arricchito da due salse distinte: una dai toni orientali e una schiuma ispirata a un curry verde; a questa parte si affianca una tartelletta di riso soffiato con granchio reale al naturale, servito sul carapace come omaggio alla sua purezza.
Dall’Abruzzo arriva il quarto piatto selezionato con una stella dalla Guida, firmato da Zunica 1880 a Villa Corallo (Sant’Omero): agnello steccato alla liquirizia e albicocche. Il taglio tenerissimo è stato abbinato a uno stecco di liquirizia che ha contribuito al profilo aromatico, mentre la riduzione di albicocche ha creato un passaggio morbido e balsamico. L’albicocca marinata e bruciata ha aggiunto una lieve nota affumicata, mantenendo comunque centrale la materia prima locale.
Chiude la selezione la storica Caravella di Amalfi, con il suo celebre soufflé al Limone di Amalfi, indicato come passion dessert dell’anno. Gli ispettori hanno sottolineato la struttura vaporosa del dolce e il profumo agrumato, considerandolo una sintesi perfetta della tradizione della Costiera e della continuità tecnica del ristorante.
Il nuovo Tre Stelle Michelin 2026: La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti
Accanto ai cinque piatti premiati, la Guida Michelin 2026 ha annunciato anche l’ingresso di un nuovo ristorante nel firmamento delle Tre Stelle: La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti, a Serralunga d’Alba. Il ristorante, immerso nei vigneti delle Langhe, ha ottenuto il riconoscimento per un percorso gastronomico che gli ispettori hanno definito rigoroso, poetico e costruito con una precisione costante.
La cucina di Michelangelo Mammoliti è stata descritta come un dialogo continuo con la materia prima, valorizzata attraverso accostamenti studiati e una cura quasi millimetrica delle preparazioni. L’esperienza è stata interpretata dagli ispettori come un percorso sensoriale completo, in cui l’ospite e il prodotto vengono posti al centro. Pur senza ricorrere a effetti scenici, la cucina mantiene un carattere intensamente espressivo, trasformando il gusto in un racconto strutturato.
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