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Marilyn Monroe rivive in un campo di grano nel Veronese: il video

Il volto di Marilyn Monroe rivive in un campo di grano in provincia di Verona: la spettacolare opera di Land Art realizzata da Dario Gambardin

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

L’artista veronese Dario Gambardin ha realizzato un’opera d’arte dedicata a Marilyn Monroe: un enorme ritratto della diva di Hollywood in un campo agricolo a Castagnaro, in provincia di Verona.

L’omaggio a Marilyn Monroe: ritratto su un campo di grano

Gambardin è un maestro della Land Art, tecnica una forma d’arte contemporanea in chi l’artista interviene direttamente sul territorio naturale: in questo caso la tela è il terreno agricolo del Veronese, mentre i pennelli sono il trattore e l’aratro con cui l’artista ha disegnato il volto dei Marilyn.

L’opera, realizzata in un’area di circa 27.000 metri quadrati, è un omaggio all’eterna Norma Jeane nell’anno in cui ricorre il centenario della sua nascita. Lo stesso artista, a proposito dell‘omaggio a Marilyn, ha dichiarato:

“Nel dar vita all’opera mi sono riferito in particolare a una frase comunemente attribuita all’attrice, cioè l’imperfezione è bellezza, la follia è genialità – si legge su ‘L’Arena’ – parole che evocano la complessità di una donna divenuta simbolo universale di fascino, fragilità e libertà.

Marilyn rimane una delle ultime grandi dive celebrate in tutto il mondo, un mito capace di attraversare generazioni, culture e linguaggi artistici. Il suo volto inciso nella terra diventa così un tributo alla bellezza imperfetta e, allo stesso tempo, un invito a proteggere la terra come spazio condiviso di memoria, responsabilità e pace”.

Protagonista di una delle mostre d’arte più attese in Italia nell’estate 2026, Marilyn Monroe è stata una delle attrici più iconiche nella storia del cinema: un mito senza tempo che ha lasciato un segno indelebile nella cultura pop.

L’autore dell’opera d’arte

Dario Gambardin è un ex avvocato, piscoterapeuta e pittore, nonché tra gli esponenti di spicco della Land Art italiana: si tratta di una forma espressiva nata a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta che interviene direttamente sul paesaggio, trasformando i terreni, le piante e altri elementi naturali in opere d’arte.

L’artista ha raccontato come ha iniziato ad approcciare alla Land Art: “L’idea mi è venuta a una mostra fotografica di Land Art in Germania – ha raccontato tempo fa Gambarin a ‘Focus’ – gli artisti utilizzavano picchetti e guide laser per tracciare sul terreno linee sulle quali seminavano piante e fiori vari. Poi aspettavano mesi per assistere alla fioritura e vedere il risultato del loro lavoro. Questa forma espressiva mi ha colpito molto, ma mancava dell’immediatezza e dell’effetto dato dal disegno a mano libera”.

Sempre in località Castagnaro, in provincia di Verona, Gambarin aveva realizzato l’opera ‘Atonium’, un omaggio alle vittime di Bruxelles su un terreno di 20.000 metri quadrati, più grande rispetto a quello di Monroe. Nel creare i suoi capolavori, Gambarin si fa guidare solo dalla creatività, senza utilizzare strumenti come GPS o laser: prima disegna il bozzetto su un foglio o su una tela, poi sale a bordo del trattore e inizia a creare con l’aratro.

Solitamente l’artista impiega dalle tre alle cinque ore per terminare un’opera, realizzata sempre di getto in un’unica performance, senza soste. A livello tecnico si tratta di un lavoro molto complesso perché il minimo errore può rovinare per sempre l’opera d’arte; il trattore e l’aratro, inoltre, sono fatti per andare dritti, quindi per disegnare curve, cerchi o ellissi, Gambarin sottopone i mezzi a un forte stress.