Leva militare e guerra, chi c'è nelle liste dei nomi dei Comuni
Leva militare, chi c'è nelle liste dei nomi dei Comuni italiani aggiornate annualmente: i limiti di età e cosa prevede la Costituzione al riguardo
In Italia non esiste più il servizio militare obbligatorio dal 2005, ma ogni anno vengono aggiornate le liste di leva, gli elenchi dei vari comuni con i nomi di tutti i cittadini che compiono 17 anni nel corso dell’anno. L’aggiornamento è finalizzato a un eventuale arruolamento in caso di bisogno.
Manifesto di leva militare: l’elenco di nomi dei Comuni
Solitamente il manifesto di leva militare viene aggiornato durante i primi mesi dell’anno, gennaio o febbraio: vengono inseriti i nomi di tutti i cittadini che durante l’anno in corso compiono 17 anni. Per il 2026, dunque, in lista troviamo i nati nel 2009, mentre l’anno scorso erano stati inseriti quelli nati nel 2008.
A regolare questi elenchi è la Costituzione e una serie di normative: non si tratta di convocazioni ufficiali o preavvisi di arruolamento, ma solo documenti con i nominativi dei ragazzi che eventualmente, in caso di bisogno, potrebbero essere chiamati alle armi. Gli elenchi vengono pubblicati sull’Albo Pretorio online di tutti i Comuni d’Italia.
Il manifesto di leva militare rappresenta dunque un atto amministrativo pubblicato annualmente da parte delle varie amministrazioni comunali italiane al fine di informare i cittadini maschi che compiono 17 anni riguardo l’obbligo di iscrizione nelle liste di leva militare: quest’ultima è stata sospesa nel 2005 ma la procedura resta comunque in vigore per la formazione delle liste.
L’obiettivo è quello di informare i giovani dell’iscrizione alla lista, finalizzata a un eventuale arruolamento, anche se sospeso: al suo interno, oltre ai nomi, troviamo le modalità per l’inserimento nelle liste, la cui formazione viene chiusa solitamente entro la fine del mese di marzo. Le liste, sostanzialmente, vengono aggiornate ogni anno per necessità di difesa, anche se il servizio militare è sospeso.
Servizio militare in Italia, cosa dice la legge
La legge 23 agosto 2004, n.226 promulgata durante il Governo Berlusconi II, sospese la leva obbligatoria in Italia: la norma, modificando il decreto legislativo n. 215/2001, fissava la sospensione delle chiamate per lo svolgimento del servizio di leva a decorrere dal 1 gennaio 2005.
Esistono casi in cui la sospensione della leva obbligatoria verrebbe meno. Secondo la Costituzione, “Il servizio di leva è ripristinato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, se il personale volontario in servizio è insufficiente e non è possibile colmare le vacanze di organico, in funzione delle predisposizioni di mobilitazione, mediante il richiamo in servizio di personale militare volontario cessato dal servizio da non più di cinque anni”.
I casi affinché ciò avvenga sono due: “se sia deliberato lo stato di guerra ai sensi dell’articolo 78 della Costituzione” o “se si verifichi una grave crisi internazionale nella quale l’Italia venga coinvolta direttamente o in ragione della sua appartenenza a una organizzazione internazionale giustifica un aumento della consistenza numerica delle Forze armate”.
Qualora dovesse scoppiare una guerra, i primi a dover rispondere alla chiamata alle armi sarebbero comunque i diversi corpi armati: l’Esercito, la Marina, l’Aeronautica Militare, i Carabinieri e la Guardia di Finanza. Successivamente sarebbero interessati anche tutti gli ex militari che hanno lasciato le Forze Armate da meno di cinque anni e solo dopo, in caso di estrema necessità, verrebbero chiamati anche i civili, nello specifico i cittadini compresi tra i 18 e i 45 anni di età che risultino idonei dopo la visita medica.
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