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Il lago di Averno è diventato di nuovo rosso: mistero svelato

Le acque del lago di Averno, in Campania, sono tornate a tingersi di rosso: svelato il mistero del fenomeno che riguarda il lago dei Campi Flegrei

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Il lago di Averno

Il lago di Averno è di nuovo rosso: un fenomeno ormai abituale per lo specchi d’acqua della Campania, puntualmente testimoniato da foto e video che finiscono in rete e diventano virali sui social network. Sono in molti a chiedersi quali sono i motivi che portano l’acqua a tingersi di rosso: proviamo a fare chiarezza.

Il lago di Averno torna a tingersi di rosso: il motivo

Sono principalmente tre le ragioni che portano le acque del lago di Averno a tingersi di rosso: l’innalzamento delle temperature, la diminuzione dell’ossigeno e il mutamento della composizione chimica delle acque.

In passato sono state formulate diverse ipotesi legate al fenomeno che porta le acque del lago a tingersi di un colore vicino al rosso: c’è chi parlava di dinamiche legate all’attività vulcanica della zona e chi, invece, sosteneva la tesi relativa a problemi di inquinamento.

La questione venne chiarita a livello scientifico: niente bradisismo né fenomeni vulcanici dietro al fenomeno, bensì l’ eutrofizzazione di certi tipi di alghe, che danno la colorazione rossa. In una nota diffusa dall’Arpa nel 2022 si legge:

“L’Averno è interessato periodicamente da fioriture algali di colore rosso-bruno, sostenuta dal cianobatterio Planktothrix rubescens che si verificano nei mesi invernali, soprattutto tra fine gennaio e inizio febbraio, o in concomitanza di temperature fredde notturne. La comparsa delle fioriture algali in inverno si verificano a seguito di eventi climatici che determinano il rimescolamento delle acque del lago.

Il progressivo raffreddamento degli strati superficiali delle acque del lago porta allo sprofondamento di tali acque in profondità, favorendo e permettendo la risalita in superficie dei cianobatteri che trovano in superficie le condizioni favorevoli alla riproduzione”.

La mitologia legata al lago di Averno

Situato nel comune di Pozzuoli, tra la frazione di Lucrino e il sito archeologico di Cuma, il lago di Averno sorge all’interno del cratere di un vulcano spento, nato 4.000 anni fa: dopo quello di Fusaro, è il secondo per dimensione tra tutti i laghi presenti nei Campi Flegrei.

Il nome Avernus deriverebbe da una parola greca che significava “senza uccelli”: si narra che l’assenza di volatili fosse dovuta al fatto che i gas esalati dalle sue acque non avrebbero permesso la vita agli uccelli. Secondo un’altra corrente di pensiero, il nome sarebbe da ricollegare alla radice “av” con il significato di “profondità, abisso”.

Al lago campano sono legate antiche credenze che affondano le radici nella mitologia: secondo i greci e i romani, il lago era un accesso all’Oltretomba. Il poeta Virgilio, nel sesto libro dell’Eneide, colloca l’ingresso mistico degli Inferi nei pressi del lago: il protagonista Enea consulta la sibilla cumana, pregandola di guidarlo verso gli Inferi, la cui porta sarebbe proprio il lago di Averno.

Il lago di Averno, dove tra l’altro si fa corrispondere la dimora terrestre dell’angelo caduto Lucifero, è stato oggetto di studi per diversi fenomeni naturali, su tutti quello della Fata Morgana, una forma complessa e insolita di miraggio che si può scorgere all’interno di una stretta fascia posta sopra l’orizzonte.

A tal proposito nell’Ottocento si era diffusa tra la popolazione la credenza secondo cui Morgana, figura mitologica legata al ciclo arturiano, avesse scelto il lago come sua dimora, e che abitasse all’interno di castelli immaginari fluttuanti sull’acqua e visibili a causa del relativo fenomeno ottico che porta il suo nome.