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Addio alle banconote da 500 euro: stop al “taglio Bin Laden”

Le banconote da 500 euro, dette anche “taglio Bin Laden” per il loro largo utilizzo nei traffici illeciti, spariranno gradualmente dal mercato

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Addio ai 500 euro

L‘introduzione dell’euro nei primi anni Duemila ha segnato una svolta epocale per l’economia italiana ed europea. Con l’arrivo della moneta unica nel 2002, cittadini e imprese hanno iniziato a familiarizzare con nuovi tagli. Tra questi, la banconota da 500 euro ha sempre rappresentato un caso particolare dato che sin dall’inizio è stata un taglio poco utilizzato nella vita quotidiana, anche per il suo alto valore. Oggi, a distanza di oltre vent’anni, il suo utilizzo è ormai sempre più raro e la produzione di questa banconota verrà fermata. La decisione della Banca Centrale Europea di interrompere la produzione della banconota da 500 euro si inserisce in un contesto più ampio. Non si tratta solo della scelta di aderire a pagamenti sempre più digitali, ma ci sono anche motivazioni legate alla sicurezza e alla lotta ai traffici illeciti.

Il termine di utilizzo delle banconote da 500 euro

La banconota da 500 euro non è stata “abolita”, ma il suo utilizzo sembra destinato a scomparire. Come ha spiegato ‘TG Com24’, la Banca Centrale Europea, infatti, ha deciso di non includerla nella nuova serie di banconote. Questo significa che, con il passare del tempo, la presenza del taglio da 500 euro è destinata a diminuire sempre più. Le banche, infatti, quando ricevono queste banconote, tendono a ritirarle e a sostituirle con tagli inferiori. Un processo graduale che porta, di fatto, a un progressivo ritiro dalla circolazione.

La scelta della BCE si inserisce anche nel progetto della cosiddetta “serie tre” delle banconote europee, che punta a rinnovare completamente le caratteristiche del denaro cartaceo. I nuovi biglietti avranno temi legati alla cultura europea e alla natura e saranno dotati di sistemi di sicurezza sempre più avanzati per contrastare la contraffazione. In questo nuovo scenario, i tagli maggiormente coinvolti nel cambiamento sono quelli più utilizzati, come 20, 50 e 100 euro. Proprio riguardo ai 50 euro, ad esempio, c’è stato un boom di banconote contraffatte in Italia a febbraio.

Perché si chiama “taglio Bin Laden”

La banconota da 500 euro è stata spesso soprannominata “taglio Bin Laden”, un’espressione che nel tempo è diventata quasi iconica. Il motivo di questo nome curioso è legato alla sua scarsa presenza nella vita quotidiana delle persone e al legame con gli affari illeciti. Per il suo alto valore, infatti, il taglio da 500 euro è stato spesso associato a operazioni poco trasparenti. È già successo anche in Italia, ad esempio, che in dei periodi ci siano stati più depositi di banconote da 500 euro, rispetto a quelle emesse.

La possibilità di trasportare grandi quantità di denaro in poco spazio lo ha reso uno strumento usato nelle attività illegali come il riciclaggio, il finanziamento di attività illecite o i pagamenti “in nero”. È proprio questo uno dei motivi principali che hanno spinto le autorità europee a ridurne progressivamente la diffusione. Inoltre, in molti Paesi europei, tra cui l’Italia, il contante di alto valore è sempre meno utilizzato anche a causa delle normative più restrittive sui pagamenti e dei limiti al contante. In molti, quindi, si tende sempre più verso il cashless.

Cosa fare se si hanno ancora banconote da 500 euro

Nonostante l’uscita di scena progressiva, è importante chiarire che la banconota da 500 euro mantiene ancora il suo valore legale. Chi ne possiede una non deve preoccuparsi dato che questa può essere ancora utilizzata per effettuare pagamenti. In alternativa può essere depositata o cambiata presso un istituto di credito. Nella vita quotidiana, però, può risultare sempre difficile spenderla.

Molti esercenti, infatti, tendono a rifiutare pagamenti con tagli così elevati, sia per motivi di sicurezza sia per la difficoltà nel fornire il resto. Per questo motivo, la soluzione più semplice resta quella di versarla in banca. Gli istituti di credito, una volta ricevute queste banconote, le inviano alle banche centrali, contribuendo così al processo di ritiro.