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Cercasi volontari per vivere gratis in rifugio nella Val Martello

Cercasi volontari per vivere un mese gratis in rifugio in Val Martello per un progetto scientifico che studia gli effetti della permanenza in alta quota

Pubblicato:

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Volontari in rifugio in Val Martello gratis

Un rifugio oltre i duemila metri in Val Martello, dodici posti disponibili e un mese da trascorrere immersi nella montagna. L’iniziativa ha già attirato centinaia di candidature in poche ore, segno di un forte interesse verso un’esperienza che unisce ricerca scientifica e vita in quota. Ma cosa succede davvero lassù?

Cosa si studia vivendo un mese in rifugio in Val Martello

Il progetto MAHE, promosso da Eurac Research, ha preso forma con l’obiettivo di osservare gli effetti di una permanenza prolungata a quota moderata su persone sane.

L’esperimento che fa gola a tanti si svolgerà al rifugio Nino Corsi, in Val Martello, nel Parco Nazionale dello Stelvio, tra i 2000 e i 2500 metri. L’idea nasce da un dato spesso trascurato, ovvero che ci sono milioni di persone nel mondo vivono stabilmente a queste altitudini, mentre la ricerca finora si è concentrata soprattutto su quote più estreme. Il progetto punta quindi a colmare questo vuoto di informazioni e il rifugio alpino diventerà  ambiente controllato dove verranno raccolti dati fisiologici in modo continuativo.

Come riportato su ‘La Repubblica’, Hannes Gatterer, dell’Istituto di medicina d’emergenza in montagna dell’Eurac,  ha spiegato: “Monitoreremo la pressione sanguigna, l’attività del sistema nervoso simpatico, il volume del sangue, dei globuli rossi, la nutrizione, l’appetito e anche la qualità del sonno”.

È stato chiarito: “Verranno allestite vere postazioni di monitoraggio e saranno presenti ricercatori provenienti da diverse università e centri di ricerca: fisiologi, medici ed esperti di scienze motorie”. Il rifugio assumerà così una doppia funzione, abitativa e scientifica, con un’organizzazione strutturata ma compatibile con la quotidianità dei partecipanti.

Durante il mese, i volontari porteranno avanti le proprie attività, tra lavoro da remoto e studio, affiancate da momenti di tempo libero. La dimensione della ricerca si intreccerà con quella dell’esperienza personale, mantenendo un equilibrio tra osservazione e vita quotidiana.

Come candidarsi all’esperienza in rifugio in Val Martello

I posti disponibili saranno dodici, con una selezione mirata a costruire un gruppo omogeneo. Il progetto richiederà partecipanti tra i 18 e i 40 anni, in buona salute e con abitudini compatibili con il protocollo scientifico. Ai partecipanti verrà riconosciuto un rimborso forfettario, mentre vitto e alloggio saranno coperti dall’organizzazione.

Saranno esclusi fumatori, persone con patologie croniche o condizioni che potrebbero alterare i dati raccolti. Anche l’alimentazione rappresenta un criterio di selezione, così come il livello di attività fisica abituale. L’obiettivo sarà ridurre le variabili esterne e garantire risultati affidabili.

Un aspetto centrale e interessante riguarderà la provenienza dei candidati, che dovranno vivere abitualmente a bassa quota. Prima della salita al rifugio, ogni partecipante effettuerà una fase iniziale di misurazione a valle, utile a stabilire i valori di riferimento individuali, e soltanto successivamente avverrà il trasferimento in alta quota per lequattro settimane consecutive.

La location, il Rifugio Nino Corsi, è stato scelto con meticolosità. Lo stesso Hannes Gatterer ha sottolineato: “Dovevamo cercare una baita alla giusta quota, capace di ospitare volontari e ricercatori. Ma che fosse anche accessibile e in una zona, come la Val Martello, non ancora toccata eccessivamente dal turismo di massa”.

Il numero elevato di richieste registrato nelle prime ore conferma l’interesse verso formule che uniscono ricerca e permanenza in montagna, un modello che potrebbe essere replicato anche in futuro, dunque, per ampliare il campo di osservazione.