Invasione di vespe orientalis a Roma: paura dopo le vacanze
Invasione di vespe orientalis a Roma alla fine dell'estate: paura per chi si è ritrovato in casa i nidi di questi insetti al rientro dalle vacanze

Scatta l’allarme vespe orientalis a Roma: tante abitazioni sono state invase da questi insetti nel corso dell’estate, con i proprietari che si sono ritrovati nidi in casa al rientro dalle vacanze.
Le vespe orientalis hanno invaso Roma: cosa è successo
Andrea Lunerti, zoofilo naturalista, addestratore esperto e divulgatore, ha spiegato che sta iniziando la stagione dell’accoppiamento della vespa orientalis, con milioni di esemplari che si aggirano per Roma.
Come riportato da ‘Repubblica’, l’esperto ha spiegato che le vespe orientalis sono “al picco del ciclo vitale”: le regine vengono fecondate per produrre nuovi individui e un nido da 400 a 500 esemplari può crescere anche del doppio rispetto all’estate scorsa.
Ogni giorno a Roma vengono rimossi tra i 250 e i 500 nidi di vepse orientalis, con il numero delle segnalazioni che cresce a dismisura. E molte delle chiamate sono rivolte proprio a Lunerti, diventato negli anni un vero e proprio punto di riferimento per i romani alle prese con nidi di insetti potenzialmente pericolosi.
Lunerti, che sui social è molto seguito e riceve circa 500 messaggi e 130 chiamate ogni giorno, a tal proposito ha dichiarato: “Sono contento di questa enorme fiducia che mi dà Roma ma sono dispiaciuto, soprattutto in questo periodo, di non riuscire ad andare da tutti in tempi brevi”.
Lo zoofilo naturalista ha poi fatto sapere che è “a Civitavecchia che arrivano le regine fondatrici che si nascondono durante i periodi di stoccaggi dalla frutta proveniente dall’oriente e dal sud Italia. Basterebbe poco, come applicare retine sulla frutta per impedire l’accesso a questi insetti”.
Dell’emergenza legata alle vespe orientalis ha parlato anche Paola Muraro, Presidente degli agronomi e dei forestali romani: “Occorre al più presto un piano di eradicazione. Il maggior impatto della predazione sugli alveari si verifica di solito da luglio a novembre, in coincidenza con la crescita esponenziale della domanda di proteine da parte delle larve.
Gli alveari rappresentano una fonte di cibo privilegiata per questi insetti perché “mettono a disposizione di questo predatore sia le proteine di origine animale destinate all’alimentazione delle larve, sia le sostanze zuccherine preferite dagli adulti di questo predatore”.
I consigli su come difendersi dalle vespe orientalis
L’esperto sconsiglia nella maniera più assoluta di muoversi da soli per provare a rimuovere i nidi di vespe orientalis o altri insetti potenzialmente nocivi, perché la rimozione rappresenta un pericolo e a tal proposito ha raccontato un episodio che lo riguarda personalmente: “L’anno scorso ci stavo rimettendo un occhio perché all’interno della tuta protettiva la temperatura arriva anche a 45 gradi e l’eccessiva sudorazione mi ha provocato un distacco della cornea”.
Ai romani di ritorno dalle vacanze, Lunerti ha consigliato di “alzare le serrande con le finestre chiuse, perché le vespe orientalis potrebbero essersi annidate nelle tapparelle e potrebbero attaccare sentendosi a loro volta in pericolo”.
L’esporto ha poi dispensato altri consigli, lanciando anche un appello: “Non lasciare rifiuti in giro e multare i turisti che lasciano cibo per terra. Impedire di lasciare croccantini per gatti per strada perché se li mangiano gabbiani e vespa orientalis. Stiamo dando cibo in abbondanza a questi insetti che, per questo, si sviluppano in enormi quantità”.
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