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Il Grand Hotel di Riccione è stato venduto all'asta: il prezzo

Venduto all'asta il Grand Hotel di Riccione: il prezzo pagato per la storica struttura alberghiera che è stata tra i simboli della riviera romagnola

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Grand Hotel di Riccione

Lo storico Grand Hotel di Riccione è stato venduto all’asta: cambio di proprietà per la mitica struttura alberghiera della località romagnola, costruita quasi cento anni fa.

Venduto il Grand Hotel di Riccione: il prezzo

Come riportato da ‘Repubblica’, il Grand Hotel di Riccione è stato venduto per 29 milioni e 365mila euro, a fronte di una base d’asta che sfiorava i 25 milioni di euro. L’asta, andata in scena nella giornata di mercoledì 23 settembre 2026, è stata portata a termine dopo ben 16 rilanci.

La vendita non riguarda solo l’albergo che è stato un punto di riferimento agli albori della riviera romagnola, agli inizi del Novecento, quando la destinazione era frequentata da cantanti, personaggi politici e celebrità: all’asta l’intero complesso che comprende anche villa Bianca e villa Bruna, Torre ‘900, la piscina, i magazzini, il ristorante, i negozi e gli appartamenti.

Due i soggetti interessati che hanno partecipato all’asta con rilanci da 250mila euro, fino all’aggiudicazione finale; adesso, se entro dieci giorni non arriveranno offerte migliorative rispetto al prezzo di vendita realizzato attraverso l’asta, l’acquisto sarà perfezionato, altrimenti il Giudice potrà riaprire la procedura.

Non è stata ancora resa nota l’identità dell’aggiudicatario: stando a quanto si legge su ‘Il Messaggero’, diverse indiscrezioni sul risultato della gara parlano di una società della zona. Ad aggiudicarsi lo storico hotel della riviera romagnola, secondo ‘Il Resto del Carlino’, sarebbe stata una società che ha già investito nelle vicinanze.

La storia del Grand Hotel di Riccione

Il Grand Hotel di Riccione è stato inaugurato nell’agosto del 1929 al termine dei lavori a tempo di record che hanno portato alla costruzione di quello che all’epoca era chiamato “Grande Albergo”, con una grande facciata di 80 metri.

L’edificio, immerso nel parco, è diventato in breve tempo il riferimento del turismo balneare di personalità come politici, statisti e aristocratici durante il ventennio fascista.

Affacciato sull’Adriatico e immerso in una delle località più gettonate della riviera romagnola, negli anni del fascismo l’albergo ospitò gerarchi, ministri, ufficiali, aristocratici e uomini d’affari, anche grazie alla vicinanza con la residenza estiva di Benito Mussolini.

Qualche anno dopo venne eretta la Torre ‘900 che fino al 1943 avrebbe ospitato la guardia presidenziale a tutela del Duce. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale l’edificio venne occupato dalle truppe alleate e ospitò il centro di ristoro dei soldati canadesi.

Finito il conflitto, nel dopoguerra, il Grand Hotel divenne una sorta di cartolina per la dolce vita negli anni della ripartenza dell’Italia. La gestione passò a Mario Ceschina, il “re della garza ospedaliera” e dopo il suo rapimento, avvenuta nel 1976, venne ereditato dalla vedova Nora Molinari che lo lasciò a sua volta a Gianni Andreatta e a una società che lo ha preso in gestione.

Negli ultimi anni l’intero complesso alberghiero è stato al centro di una vicenda giudiziaria legata a una controversa eredità e successivamente al fallimento della società che ne deteneva la gestione. Dopo varie vicissitudini, la struttura era finita all’asta che si è risolta nei giorni scorsi. Come detto, se entro dieci giorni non arriveranno offerte superiori, la vendita all’asta dell’albergo di Riccione verrà considerata conclusa.