Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

Il gelato italiano è buono? Per la Bbc è merito degli americani

La Bbc racconta la storia del gelato italiano, sostenendo che dietro al segreto del suo successo ci sia il merito dell'ingegneria degli americani

Pubblicato:

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Coni gelato

Il gelato italiano è conosciuto il mondo ed è una delle tante eccellenze del nostro Paese apprezzate a livello internazionale. Sul sito della Bbc è stato pubblicato un articolo dedicato proprio al gelato italiano e sul fatto che il segreto del suo successo sia dovuto agli americani.

Perché il gelato italiano è buono grazie agli americani

L’articolo inizia con un preambolo: “Ogni estate decine di milioni di viaggiatori internazionali affollano l’Italia e molti di loro ordineranno almeno un gelato durante il loro soggiorno, ma è probabile che pochissimi di questi visitatori,  e persino molti italiani stessi, si rendano conto che una delle prelibatezze più tipicamente italiane non avrebbe mai avuto successo se non fosse stato per la tecnologia americana”.

Nel pezzo dell’emittente britannica viene raccontato che dopo la Seconda Guerra Mondiale, la creatività toscana, considerata la patria dell’attuale gelato, ha incontrato l’ingegneria americana: un connubio che ha cambiato per sempre la storia del prodotto.

Tutto ebbe inizio a Empoli, città che stava ancora cercando di rimettersi in piedi dopo la guerra. Finito il conflitto bellico, i macchinari degli alleati americani erano disponibili per l’acquisto da parte dei cittadini. Renzo Bagnoli che aveva trasformato la latteria acquistata dal padre in un bar dove si servivano caffè, paste e d’estate anche piccole quantità di gelato, comprò insieme ai fratelli due congelatori militari americani a uso industriale e successivamente recuperò anche dei macchinari commerciali per il gelato da uno sfasciacarrozze.

Fu una vera e propria svolta perché i macchinari consentirono di congelare il gelato in modo costante, e non più in piccole porzioni discontinue come succedeva prima di allora. Il gelato italiano, infatti, necessita di un congelamento rapido e uniforme per mantenere la sua consistenza densa: i Bagnoli potevano produrre gelato vellutato e privo di cristalli di ghiaccio nelle quantità sufficienti per venderlo ovunque, anche al di fuori del proprio quartiere, riuscendo a conservare le caratteristiche che rendevano artigianale il gelato toscano.

Dotati dei giusti macchinari, i Bagnoli cominciarono a perfezionare la ricetta per creare una miscela capace di restare morbida anche dopo il congelamento, il ‘difetto’ principale dei gelati prodotti prima degli anni Quaranta. Vennero modificate le percentuali di grasso e utilizzati ingredienti come la gelatina per mantenere il composto fluido, insieme ad altri accorgimenti; il risultato finale fu un gelato soffice e una formula replicabile che diede l’inizio a un nuovo modello di produzione, diventato poi pratica diffusa in tutta la filiera industriale italiana.

Il connubio tra gelato artigianale e industriale

A chi si chiede se l’utilizzo dei macchinari abbia penalizzato le gelaterie artigianali italiane, ha risposto Eduardo Zucchini, portavoce del Gelato Museum Carpigiani di Bologna, l’unico museo al mondo dedicato proprio al gelato artigianale:

“Il gelato su scala industriale non ha eliminato quello artigianale – si legge sul sito della BBC – il gelato industriale ha spinto quello artigianale a evolversi, e alla fine l’Italia ha sviluppato sia un solido settore industriale che un’ampia rete di gelaterie artigianali indipendenti. La concorrenza dei produttori industriali ha stimolato le gelaterie artigianali a migliorare igiene, tecnologia e organizzazione professionale”.