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La frase in Rai scatena la bufera: "Al Nord c'è più cultura"

Aspettativa di vita in Italia, divario tra il Nord e il Sud: scoppia la polemica per alcune dichiarazioni rilasciate dal professor Stefano Zecchi

3 min di lettura

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Stefano Zecchi

Polemiche per alcune dichiarazioni rilasciate dal professor Stefano Zecchi, il quale ha collegato la minore aspettativa di vita nel Sud Italia a una presunta carenza di “cultura” rispetto al Nord.

“Al Nord più cultura”: polemica per la frase di Zecchi alla Rai

Nella trasmissione ‘1Mattina News’, andata in onda su Rai 1, è stato affrontato l’argomento dell’aspettativa di vita in Italia: secondo gli ultimi dati dell’Istat forniti all’interno del programma, nel nostro Paese si vive in media 83,7 anni, con una discrepanza tra il Nord, dove l’aspettativa di vita è di 84,2 anni, e il Sud, dove scende a 82,8 anni.

Il noto saggista e filosofo Stefano Zecchi, ospite in trasmissione, ha commentato i dati Istat, dichiarando che i numeri del Sud potrebbero essere riconducibili a una questione di cultura.

“L’ipotesi potrebbe essere quella che chiarisce sempre molte cose, ossia la propria cultura – ha osservato Zecchi – quanto più c’è capacità e comprensione delle situazioni, tanto più ci si migliora. Per esempio, aiuta sapere cosa si deve mangiare, come ci si deve curare e lo studio. Con tutto il rispetto per il Meridione, può darsi che l’ipotesi sia che dove c’è più cultura ci sia più capacità a gestire la propria vita”.

La risposta di Tiberio Timperi e Maria Soave

Alle parole di Zecchi, pronunciate durante il programma ‘1Mattina News’ di Rai 1, hanno fatto seguito le repliche dei conduttori Tiberio Timperi e Maria Soave. Timperi, rivolgendosi al filosofo, ha dichiarato: “Professore, io ho sempre condiviso il suo punto di vista però qui pencoliamo un pochino”.

E Maria Soave ha dato manforte al suo collega: “Non possiamo però dire che al Sud ci sia meno cultura, forse ci sono più difficoltà. Ricordiamo che ci sono i viaggi sanitari. Non credo sia solo una questione di cultura. Credo che ci siano altre ragioni, certo le abitudini e il modo di mangiare, ma magari ci sono meno servizi e città più complesse”.

E ancora: “Dobbiamo dire che al Nord ci sono più opportunità, stipendi più alti e servizi sociali più efficienti. Questa non è una condanna per il Sud, ma anzi deve essere uno stimolo per le regioni del Sud a correre di più e sfruttare il valore enorme che hanno”.

I dati sull’aspettativa di vita in Italia

Durante la trasmissione mattutina di Rai 1 sono stati citati anche i dati relativi agli anni vissuti in buona salute, con la media nazionale che è di 59,1 anni. Diverso il discorso a livello territoriale: a Bolzano si arriva a 67,9 anni, mentre in Calabria il dato scende a 52,6 anni.

Nel rapporto Indicatori demografici – Anno 2025 dell’Istat, pubblicato il 31 marzo del 2026, in merito all’aspettativa di vita in Italia si legge: “Nel panorama europeo l’Italia è notoriamente uno dei Paesi con la più alta aspettativa di vita. In base ai dati Eurostat relativi al 2024, gli ultimi disponibili per un confronto, gli uomini italiani si collocano al secondo posto grazie a una speranza di vita di 81,5 anni, superati dai soli svedesi con 82,6 anni a fronte di una media Ue27 di 79,2 anni. Le italiane, a loro volta, si collocano al terzo posto con 85,6 anni, superate dalle francesi (85,9) e dalle svedesi (86,5), per una media Ue27 di 84,4 anni”.