Fioritura di Castelluccio di Norcia "bruciata" da caldo e siccità
A causa delle alte temperature e delle scarse precipitazioni a Castelluccio da Norcia la tradizionale fioritura risulta praticamente "bruciata"

La fioritura di Castelluccio di Norcia è uno degli spettacoli naturali più attesi dell’estate italiana. Ogni anno, tra la fine della primavera e l’inizio di luglio, l’altopiano ai piedi dei Monti Sibillini richiama visitatori, fotografi ed escursionisti attratti da una distesa di colori unica. Nel 2026, però, il paesaggio simbolo dell’Umbria si presenta diverso dal solito dato che il caldo e la siccità hanno cambiato il volto della fioritura.
Fioritura di Castelluccio di Norcia “bruciata” dalle alte temperature
I Piani di Castelluccio, nel territorio del Comune di Norcia e all’interno del Parco nazionale dei Monti Sibillini, si trovano a circa 1.350 metri di quota e comprendono il Pian Grande, il Pian Piccolo e il Pian Perduto. È qui che, in condizioni favorevoli, i campi si trasformano in una tavolozza fatta di rosso, giallo, blu, bianco e violetto. La fioritura di Castelluccio è strettamente legata anche alla coltivazione della lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP, uno dei prodotti più rappresentativi del territorio. Accanto alle piante coltivate crescono fiori spontanei come papaveri, fiordalisi, margherite e altre essenze che cambiano colore e intensità a seconda delle settimane.
Per questo, a Castelluccio si può trovare un paesaggio diverso a distanza di pochi giorni, dato che la fioritura non esplode tutta insieme, ma procede per fasi. Negli anni, questo spettacolo ha contribuito a rendere il comune di Norcia una meta conosciuta. Migliaia di persone arrivano ogni estate per camminare lungo i percorsi indicati, fotografare i campi e sostenere le attività locali. La bellezza di questo tratto di altopiano, però, dipende da condizioni sempre più fragili.
Nel 2026 la fioritura è apparsa molto più povera e “spenta” rispetto alle annate migliori. Il problema principale sembra essere stato il clima. Dopo una primavera inizialmente piovosa, il cambio repentino verso il caldo intenso e la siccità ha impedito a molte essenze floreali di svilupparsi con regolarità. Le temperature elevate e l’assenza di precipitazioni hanno asciugato il terreno proprio nel momento in cui i fiori avrebbero dovuto completare la crescita. Il risultato è un Pian Grande meno colorato, con macchie floreali più rade e lontano dalle immagini iconiche che circolano ogni anno sui social.
Non si tratta di un episodio isolato perché era già successo anche l’anno scorso. Anche nel 2025 la fioritura di Castelluccio aveva mostrato segni di sofferenza, con un esaurimento precoce e un altopiano meno vivace già nei primi giorni di luglio. La causa era stata ancora una volta una combinazione di caldo e settimane senza precipitazioni.
Le parole dell’assessore sulla fioritura 2026
A parlare della situazione del 2026 è stato Gianni Coccia, assessore del Comune di Norcia, storico agricoltore e socio della cooperativa della lenticchia di Castelluccio. All’ANSA ha spiegato il problema con parole molto nette: “I fiori si sono praticamente bruciati.” Una frase breve, ma d’effetto. Queste poche parole sono state sufficienti a descrivere quello che molti visitatori hanno visto salendo sull’altopiano.
“Ha piovuto praticamente fino al 20-25 maggio – ha spiegato sempre l’assessore Coccia – poi è arrivata una siccità eccezionale. Probabilmente questo è l’anno più siccitoso che io ricordi.” Secondo il racconto dell’assessore, le piogge sono arrivate fino alla seconda parte di maggio, poi la situazione è cambiata rapidamente con una siccità eccezionale. La pioggia primaverile da sola non è bastata se poi, nel momento più delicato dello sviluppo, le temperature sono salite troppo e il terreno si è seccato.
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