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Dolomiti, 250 bombe riemerse dai ghiacciai: "Chiamate l'Esercito"

Sono riemerse più di 250 bombe della Prima Guerra Mondiale dai ghiacciai delle Dolomiti: i risultati della campagna di bonifica estiva dell'Esercito

3 min di lettura

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Montagne Dolomiti

Lo scioglimento dei ghiacciai sulle Dolomiti ha riportato alla luce una grande quantità di ordigni inesplosi che risalgono alla Prima Guerra Mondiale. Le armi, trovate e disinnescate dai militari, sono state identificate come resti del conflitto tra l’esercito imperiale austro-ungarico e le forze italiane andato in scena in condizioni climatiche estreme tra le vette dolomitiche.

Riemerse 250 bombe dai ghiacciai delle Dolomiti

I resti della guerra sono rimasti praticamente congelati nel tempo per decenni, fino a quando il surriscaldamento globale a partire dagli anni Novanta ha dato il via a un progressivo scioglimento dei ghiacciai, riportando alla luce tanti reperti che si erano conservati intatti o quasi.

Nel corso dell’estate del 2026, diversi escursionisti si sono imbattuti in reperti sospetti: l’Esercito italiano, dopo aver ricevuto le segnalazioni, ha avviato un’operazione di ricerca su vasta scala, concentrando le operazioni sulle zone montuose e sui ghiacciai del Trentino Alto Adige.

Gli artificieri dell’Esercito, impegnati nella campagna di bonifica estiva sulle montagne dolomitiche del Trentino Alto Adige, hanno fatto il bilancio di fine stagione: i numeri parlano della rimozione di oltre 250 ordini della Prima Guerra Mondiale da parte degli specialisti del Secondo reggimento Genio guastatori, in sinergia con i tecnici qualificati di diversi comparti dello Stato e di Enti Locali.

La campagna di bonifica estiva sulle Dolomiti si è conclusa nella giornata di venerdì 16 ottobre 2026, con i militari che hanno operato nella zona del Primiero, dove hanno reso inattivi 55 ordigni, con manufatti di fabbricazione francese al tempo in dotazione anche al Regio Esercito Italiano.

Come riportato da ‘Ansa’, gli interventi si sono svolti anche nei comprensori del Carè Alto e la Vedretta di Lares, del gruppo Adamello-Brenta (Tn), della Val Martello e del Parco dello Stelvio (Bz), rispettivamente sulla Cima Tre Cannoni sia sulle pendici del ghiacciaio del Livrio e sia nei pressi del passo del Mandriccio e del Passo del Tonale.

L’avviso: “Se trovate un ordigno chiamate l’Esercito”

Gli artificieri dell’Esercito, a proposito della bonifica effettuata sulle Dolomiti, hanno fatto sapere: “Nell’ultima settimana della campagna di bonifica estiva conclusasi venerdì 16 ottobre – si legge su ‘Il Messaggero’ – il Secondo reggimento genio guastatori alpini della brigata Julia ha operato nella zona del Primiero, precisamente nel Canal San Bovo, inertizzando 55 manufatti esplosivi, di cui 18 proiettili d’artiglieria calibro 75 mm italiani e 37 proiettili da bombarda Thevetot, tipologia di fabbricazione francese, ma allora in dotazione anche al Regio Esercito Italiano, impiegati nel Primo conflitto mondiale”.

E ancora: “La cooperazione con gli elicotteristi del Quarto reggimento AVES ‘Altair’ dell’Esercito, il Nucleo Elicotteri del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco della Provincia Autonoma di Trento e la cornice di sicurezza fornita dal Soccorso Alpino di Carabinieri e Guardia di Finanza, hanno permesso di ripristinare la sicurezza dei frequentatori degli ambienti alpini”.

Alla popolazione è stata rivolta la raccomandazione di non toccare alcun ordigno trovato casualmente e di avvertire subito l’Esercito: “Si rammenta sempre di non toccare assolutamente alcun tipo di ordigno rinvenuto casualmente, in qualsiasi posto esso si trovi, ma di segnalarlo prontamente alle Forze dell’Ordine presenti in zona, indicando la zona presunta e descrivendo il manufatto, ove possibile anche con alcune foto”.