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Perché i turisti sudcoreani vanno pazzi per le Dolomiti

Le Dolomiti conquistano sempre più turisti sudcoreani grazie a un fenomeno nato lontano dalle Alpi che sta cambiando il volto del turismo in montagna

3 min di lettura

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Dolomiti, boom di turisti sudcoreani

Le Dolomiti conquistano sempre più turisti sudcoreani, affascinati dai paesaggi alpini e dal richiamo di località ancora poco conosciute nel loro Paese, tanto che questo crescente interesse sta modificando i flussi turistici dell’Alto Adige, dove la presenza di visitatori provenienti dall’Asia si fa sentire anche durante i mesi autunnali.

Perché le Dolomiti attirano sempre più turisti sudcoreani

Tra le vie di Bolzano e i piccoli centri di montagna, la presenza di visitatori provenienti dalla Corea del Sud è diventata sempre più evidente, soprattutto tra le giovani coppie e i gruppi di amici. Il fenomeno trova conferma anche nei dati dell’Astat, l’Istituto provinciale di statistica, che nel 2025 ha registrato 40.103 arrivi dalla Corea del Sud, a testimonianza di un mercato turistico ormai significativo per il territorio altoatesino.

A spiegare le ragioni di questo interesse è Kim HyunJin, esperto di turismo che vive da anni in Europa e conosce le preferenze dei viaggiatori coreani; secondo la sua analisi, le grandi città italiane godono già di una notorietà consolidata in Corea del Sud, mentre cresce il desiderio di conoscere destinazioni percepite come meno frequentate e capaci di offrire esperienze differenti rispetto agli itinerari più tradizionali.

“Le Dolomiti stanno diventando un vero e proprio mito per il pubblico coreano perché mostrate con frequenza in diversi programmi Tv e web ad alto ascolto, trasmessi non solo in prima serata ma in diverse fasce del palinsesto. Il grande pubblico si è dapprima innamorato delle vette per il loro fascino paesaggistico e la loro resa fotografica sui social, ma la molla principale resta l’impatto mediatico, che ha acceso una fortissima curiosità”, ha spiegato.

In questa ricerca di luoghi ancora tutti da scoprire, dunque, le montagne altoatesine avrebbero acquisito una popolarità sorprendente grazie soprattutto alle immagini dei paesaggi, delle pareti rocciose, i prati alpini, le cime illuminate dal tramonto che hanno raggiunto un pubblico vastissimo, trasformando alcune località in mete particolarmente ambite.

Quali sono le conseguenze del turismo di massa sulle Dolomiti

Uno degli esempi più evidenti di questa trasformazione arriva dalla Val di Funes, in Alto Adige, dove il paesaggio dominato dalle imponenti vette delle Odle richiama ogni giorno numerosi visitatori; la valle è conosciuta per i suoi prati e per le piccole chiese immerse nella natura, tra cui quella di Santa Maddalena e la chiesetta di San Giovanni in Ranui, diventate soggetti ricorrenti nelle fotografie diffuse online.

Nelle prime settimane di ottobre, le immagini di centinaia di persone in attesa lungo i sentieri hanno documentato una situazione di forte affollamento; molti turisti raggiungono gli stessi punti panoramici nelle ore serali per assistere all’enrosadira, il fenomeno naturale che colora di rosa e rosso le pareti dolomitiche quando vengono illuminate dalla luce del sole basso sull’orizzonte.

La concentrazione dei visitatori in luoghi circoscritti e nelle medesime fasce orarie sta creando difficoltà alla popolazione locale, le strade strette vengono congestionate dalle automobili, mentre gli autobus di linea risultano spesso sovraffollati, con conseguenze anche per gli studenti che devono tornare a casa dopo la scuola.

Il problema dell’overtourism, già emersa durante l’estate con le lunghe code alle Tre Cime di Lavaredo e con le limitazioni alla circolazione introdotte per gestire gli accessi al lago di Braies;, la crescente notorietà delle località alpine sta estendendo il fenomeno anche ai borghi più piccoli e ai periodi tradizionalmente meno affollati.

Per affrontare le difficoltà della Val di Funes, la Provincia di Bolzano ha avviato un’iniziativa coordinata da IDM, con l’obiettivo di individuare interventi sulla gestione dei visitatori, sui parcheggi e sulla tutela delle aree sensibili.

La crescente popolarità delle montagne italiane presso il pubblico sudcoreano evidenzia dunque un cambiamento nelle abitudini di viaggio internazionali, mentre per il territorio altoatesino si pone la necessità di gestire una domanda turistica che coinvolge ormai anche le località meno conosciute e si distribuisce lungo un periodo sempre più ampio dell’anno.