Cucina italiana Unesco, Schützen: "Frode". E la pizza è tirolese
Cucina italiana eletta Patrimonio Immateriale dell'Unesco, continuano le polemiche: per gli Schützen si tratta di "appropriazione culturale"
Proseguono le polemiche in Alto Adige dopo il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’Unesco: gli Schützen, i tiratori tirolesi, rincarano la dose, parlando di “frode” e di “appropriazione culturale con il marchio Unesco” nei confronti di piatti che non apparterrebbero alla tradizione italiana.
Cucina italiana Patrimonio Unesco, la polemica degli Schützen
Gli Schützen sono i membri di diverse associazioni che si ispirano alle tradizioni dei bersaglieri tirolesi, le milizie per la difesa territoriale che a partire dal XVI Secolo operavano nella contea del Tirolo, nel principato vescovile di Trento e anche a Bressanone.
Come riferito dal ‘Corriere della Sera’, sui social è arrivata una vera e propria offensiva contro il riconoscimento dell’Unesco da parte dei cappelli piumati che parlano di “furto culturale”, ribadendo che prodotti locali come i canederli e lo speck siano stati “rietichettati contro la storia”, entrando a far parte della tradizione culinaria italiana per una sorta di appropriazione culturale.
E non finisce qui: gli Schützen rivendicano allora “spaghetti e pizza come patrimonio alpino”, in quanto “cucinati su una stufa in maiolica a 1.500 metri”. La polemica ha scatenato le reazioni più disparate sui vari social network, dividendo gli utenti come succede puntualmente di fronte a cose del genere: si alternano pareri favorevoli a quelli contrari e tra gli scettici ci sono anche commenti in lingua tedesca che bollano la polemica come “grottesca”, “assurda” e “pretestuosa”.
Di recente gli Schützen avevano cavalcato un’altra polemica, quella legata ad alcune dichiarazioni di Jannik Sinner, tennista altoatesino che si era detto orgoglioso di essere italiano e “felice di essere nato in Italia e non in Austria”.
A quelle dichiarazioni era seguita una lettera aperta indirizzata al campione azzurro, con cui gli Schützen esprimevano tutto il proprio disappunto: “Fa male quando personalità di spicco del nostro territorio, con parole avventate, danno l’impressione che questo legame storico e l’autonomia faticosamente conquistata abbiano perso significato – una parte della missiva riportata da ‘IlQuotidiano.it’ – affermazioni come questa hanno un effetto che va ben oltre lo sport perché toccano questioni per noi centrali, la nostra lingua, la nostra storia, la nostra identità”.
Le reazioni
Poche ore dopo la proclamazione della cucina italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’Unesco, oltre alle innumerevoli reazioni di gioia e orgoglio da parte delle istituzioni e degli addetti ai lavori, non sono mancate delle polemiche.
Il Dolomiten, tra i principali quotidiani tedeschi del Sudtirol, ha sollevato un polverone, sostenendo che piatti della tradizione dell’Alto Adige, su tutti i canederli, non appartengono alla cucina italiana.
Ne è seguito un dibattito che ha portato anche nomi illustri della gastronomia a prendere posizione del calibro di Norbert Niederkofler: lo chef stellato ha ribadito che la gastronomia altoatesina è “una cucina di montagna aperta che dialoga con il Sud senza rigidità”.
Alessandro Urzì, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, originario di Bolzano, aveva salutato con soddisfazione il prestigioso riconoscimento ottenuto dalla cucina italiana, spiegando l’importanza delle varie tradizioni locali:
“Il riconoscimento è un orgoglio per l’intero Paese, unisce l’Italia attraverso un mix straordinario di diversità che assieme creano un’unica cucina. Ci siamo anche con l’Alto Adige e il Trentino che vantano una tavola originalissima, così come tutte le altre realtà regionali”.
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