Caso scontrino a Venezia: linguine all'aragosta da 250 euro
Nuovo caso scontrino in Italia: il cliente abituale di un ristorante di Venezia ha pubblicato la foto del conto con linguine all'aragosta da 250 euro

Da Venezia è arrivata la notizia di un nuovo caso scontrino: riguarda il cliente abituale di un ristorante del Capoluogo veneto che ha pagato un conto salatissimo.
Il caso scontrino delle linguine all’aragosta da 250 euro a Venezia
La vicenda è avvenuta in un ristorante con vista sul ponte di Rialto a Venezia e il protagonista è un dipendente pubblico di origine pugliese, residente nel Bellunese. L’uomo, cliente abituale del locale, si è seduto al tavolo e ha ordinato antipasto di ostriche, un piatto di spaghetti di mare, acqua, vino e un dolce. Secondo il racconto del cliente, il cameriere gli avrebbe suggerito di ordinare un piatto di linguine all’aragosta al posto degli spaghetti ai frutti di mare: una proposta accettata dall’uomo.
“Il cameriere mi ha proposto delle linguine all’aragosta senza specificare il costo – il racconto del cliente riportato da ‘Today.it’ – non sono abituato a questi crostacei, non ne conoscevo il prezzo e comunque non era scritto nel menu. Immaginavo che il valore del piatto consigliato fosse superiore ma non di molto rispetto a quello che avevo scelto che costa 25 euro. Mi sono fidato del suggerimento, non avrei immaginato che potesse costare dieci volte tanto”.
Il prezzo delle linguine all’aragosta è stato di 250 euro, mentre il costo finale del pasto consumato è arrivato a 401,30 euro, ben superiore rispetto alla media dei pranzi precedenti del cliente nello stesso ristorante. Lo scontrino, pubblicato sui social, ha dato il via a diversi commenti da parte degli utenti.
In generale sono in molti ad aver espresso solidarietà nei confronti del cliente del ristorante di Venezia, ma al tempo stesso diversi utenti hanno fatto notare che sarebbe bastato chiedere il prezzo in anticipo, comportamento sempre utile per evitare spiacevoli sorprese.
La reazione dell’associazione per la difesa dei consumatori
Della vicenda ha parlato Carlo Garofolini, Presidente di Adico, Associazione Difesa Consumatori: “A livello legale non è possibile alcun intervento – si legge su ‘Today.it’ – la stessa persona che ci ha segnalato il salasso, ha ammesso di non aver chiesto il prezzo del piatto con l’aragosta, convinto che non sarebbe stato particolarmente superiore a quello della pietanza inizialmente richiesta, gli spaghetti ai frutti di mare”.
Partendo dall’episodio in questione, Garofolini ha allargato il discorso al commercio generale a Venezia, da poco inserita nella classifica delle migliori città al mondo da visitare a piedi: “La storia, però, ci costringe a sottolineare come in una città come Venezia certi comportamenti siano deleteri e inaccettabili. Tra l’altro qui parliamo di un cliente quasi abituale.
E ci chiediamo, cosa succede con i turisti mordi e fuggi? Basta, pretendiamo che la nostra amata città la smetta di passare come la slot machine mangia soldi dei turisti. Non possiamo accettare che Venezia sia considerata da una parte la più bella città del mondo e dall’altra parte la più disonesta”.
Per il Presidente di Adico bisogna “premiare il commercio corretto, equo, onesto” e “la trasparenza e la correttezza”. Rivolgendosi alla futura amministrazione di Venezia, il numero uno dell’associazione ha chiesto “azioni concrete e decise contro gli speculatori che rovinano il nome di una città”.
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