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Fontana di Trevi a pagamento: quanti biglietti sono stati venduti

Scatta il biglietto a pagamento alla Fontana di Trevi a Roma con nuove regole di accesso orari definiti: ecco il primo bilancio della misura

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Da lunedì 2 febbraio la Fontana di Trevi a pagamento è entrata ufficialmente in funzione, segnando un passaggio significativo nella gestione di uno dei luoghi simbolo di Roma che ogni giorno concentra decine di migliaia di visitatori, tra cittadini e turisti.

Il primo bilancio sulla Fontana di Trevi a pagamento a Roma

La misura, discussa da tempo e annunciata nelle scorse settimane, ha avuto un primo banco di prova immediato e i dati della giornata inaugurale hanno permesso di osservare da vicino l’impatto del nuovo sistema, offrendo un primo quadro utile a valutarne effetti e prospettive, sia in termini organizzativi sia economici.

Nelle prime ore di applicazione del biglietto, l’area della fontana ha registrato 5mila ingressi a pagamento. Il numero riguarda esclusivamente chi ha acquistato il ticket per accedere allo spazio delimitato e avvicinarsi alla vasca, distinguendosi così dal flusso complessivo di persone che quotidianamente attraversano la piazza.

Il dato è stato letto dall’amministrazione capitolina come un primo indicatore della sostenibilità della misura, considerando che, in condizioni ordinarie, la Fontana di Trevi può arrivare a ospitare tra le 30mila e le 70mila presenze al giorno, l’introduzione del ticket ha rappresentato un filtro selettivo che ha inciso sui comportamenti e sui tempi di permanenza.

Secondo le stime ufficiali, l’operazione potrebbe generare introiti annui compresi tra 6 e 7 milioni di euro, risorse destinate a interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio.

Come riportato su ‘Il Messaggero’, l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha spiegato che l’obiettivo è “dare tutte le attenzioni necessarie alla fragilità dei monumenti romani, 113 dei quali sono stati restaurati con fondi Pnrr, e permettere nel frattempo ai cittadini di Roma e provincia di godere gratuitamente di tutto il sistema museale capitolino”.

Il bilancio iniziale si inserisce infatti in un disegno di riorganizzazione dell’offerta culturale cittadina, che dal 2 febbraio ha previsto la gratuità dei musei civici per residenti, domiciliati e studenti degli atenei romani, affiancata dall’introduzione del biglietto per alcuni siti finora accessibili senza costi ai turisti.

Quanto costa il biglietto per la Fontana di Trevi e dove comprarlo

Il prezzo del biglietto per la Fontana di Trevi  è stato fissato a 2 euro, una cifra contenuta pensata per regolare i flussi senza trasformare l’accesso alla fontana in un’esperienza esclusiva.

Il ticket è richiesto esclusivamente a chi desidera scendere nell’area riservata, sfiorare l’acqua e lanciare la tradizionale moneta, mentre la fruizione visiva della piazza resta libera.

Il pagamento è previsto in specifiche fasce orarie: dal lunedì al venerdì dalle 11.30 alle 22.00, nel fine settimana dalle 9.00 alle 22.00, con ultimo ingresso consentito alle 21. Nel primo giorno di applicazione, l’orario è stato eccezionalmente esteso per l’intera giornata.

L’accesso resta gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana, per le persone con disabilità e accompagnatore, per i bambini sotto i sei anni e per le guide turistiche, previa presentazione dei documenti richiesti.

Il biglietto può essere acquistato direttamente sul posto, secondo le modalità stabilite dal Comune, e rientra in una strategia che punta a migliorare ordine e sicurezza in un’area da tempo soggetta a sovraffollamento.

L’assessore capitolino al Turismo Alessandro Onorato ha spiegato: “Con 2 euro siamo stati morigerati – a New York avrebbero chiesto 100 dollari. E poi prima qui molti bivaccavano, mangiavano o pretendevano di fare un pediluvio o una nuotata, ora è tutto ordinato» aggiungendo che «le transenne, che sono un obbrobrio, spariranno”.