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L'Arco di Diomede a rischio crollo "imminente": l'allarme

Scatta l'allarme per l'Arco di Diomede: il faraglione calcareo che si trova nella Baia delle Zagare sul Gargano sarebbe a rischio crollo "imminente"

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Il crollo dell’Arco degli Innamorati a Melendugno, in Salento, ha fatto crescere la preoccupazione per la stabilità di altri gioielli naturali della costa pugliese, su tutti l’Arco di Diomede nel Gargano.

Arco di Diomede, scatta l’allarme

L’Arco di Diomede è un imponente faraglione calcareo a forma di arco naturale che si trova nella Baia delle Zagare: emerge dal mar Adriatico lungo la costa del Gargano. Il recente crollo dell’Arco degli Innamorati in Salento ha riacceso i fari sullo stato di salute dei faraglioni.

A lanciare l’allarme sull’Arco di Diomede è il direttivo di Italia Nostra – Sezione Gargano terre dell’Angelo: “Il pilone si assottiglia, l’arco di Diomede è a rischio crollo imminente – le parole degli esperti del direttivo riportate da ‘FoggiaToday’ – con c’è più spazio per i giri di parole, i simboli del Gargano nel mondo hanno i mesi, forse i giorni contati. Le immagini del recente e drammatico crollo dell’Arco di San Felice a Melendugno sono lo specchio di ciò che sta per accadere a Mattinata se non si rompe immediatamente il muro di silenzio della politica”.

Gli esperti hanno ricordato che già nel corso dei rilievi per il consolidamento della falesia, risalenti al 2022, “è emerso che il pilone portante del faraglione di Baia delle Zagare risulta paurosamente assottigliato”. Per il direttivo “i dati parlano chiaro, l’erosione alla base ha raggiunto livelli critici” e “il rischio di un crollo imminente non è un’ipotesi pessimistica, ma una realtà geologica documentata”.

Il direttivo si è poi rivolto direttamente alle istituzioni, chiedendo di intervenire per salvare il gioiello naturalistico del Gargano che si trova di fronte a una delle spiagge più originali e segrete d’Europa:

“L’insostenibile indifferenza delle istituzioni sul rischio imminente del crollo dell’iconico faraglione di Baia delle Zagare parla da solo. Hanno forse deciso che la natura faccia il suo corso, che il crollo è un evento naturale ed evolutivo delle nostre coste. Il Gargano e la Puglia ne possono fare a meno? Italia Nostra denuncia l’esclusione della comunità da una scelta storica: perché i cittadini, gli operatori turistici e gli stakeholder non sono stati informati di questa perizia? Siamo davanti a un bivio identitario e ambientale che non può essere deciso in una stanza chiusa”.

Le opzioni per i faraglioni

Dal direttivo hanno fatto sapere che al momento sarebbero due le opzioni possibili per i faraglioni del Gargano: un consolidamento strutturale che possa preservare la loro integrità, oppure l’addio naturale che porterebbe alla scomparsa dei giganti di pietra.

“Questa non è una scelta tecnica, è una scelta politica e culturale – ha fatto osservare il direttivo – gli operatori turistici, che su quelle icone hanno costruito l’immagine del territorio, e i cittadini, che in quei faraglioni riconoscono le proprie radici, hanno il diritto sacrosanto di sapere e di confrontarsi”.

Sempre dal direttivo, è arriva la richiesta della convocazione immediata di un dibattito pubblico sui rischi della Baia delle Zagare, tra le spiagge italiane mozzafiato consigliate da Forbes: “Le istituzioni devono mettere le carte sul tavolo, mostrate i rilievi del 2022, spiegate i costi, i rischi e le possibilità tecniche”.