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Allarme Caravella portoghese in Italia: dov'è, rischi e cosa fare

In Italia è allarme per la presenza nei nostri mari della Caravella portoghese, un esemplare che con le sue punture può causare anche gravi reazioni

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Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Le acque del Mediterraneo stanno vivendo un fenomeno che sempre più spesso fa discutere biologi marini, ambientalisti e bagnanti: l’arrivo e la diffusione delle specie aliene. Negli ultimi anni, Mediterraneo e Adriatico hanno visto un incremento notevole di specie esotiche, dai pesci palla maculati ai granchi blu americani, passando per alghe e meduse tropicali.

Tra queste presenze inaspettate, a suscitare particolare allarme c’è la Caravella portoghese (Physalia physalis), un organismo marino tanto affascinante quanto pericoloso. Nota per i suoi colori blu-violacei e la forma che ricorda una piccola imbarcazione a vela, è stata ribattezzata la “super medusa”. In realtà, non è una vera medusa ma un sifonoforo, cioè una colonia composta da più individui specializzati che agiscono come un unico organismo.

Dove sono in Italia le Caravelle portoghesi

L’arrivo delle Caravelle portoghesi nei mari italiani rappresenta un segnale evidente dei cambiamenti in corso nei nostri ecosistemi marini. Questi organismi, splendidi ma letali, sono l’ennesima prova di come il Mediterraneo stia diventando l’habitat di diverse specie aliene. Con i suoi tentacoli che possono raggiungere anche diversi metri di lunghezza, la Caravella portoghese rappresenta una minaccia concreta per i bagnanti.

Le sue punture possono causare lesioni cutanee dolorose, simili a scottature o frustate, accompagnate da eritemi e bolle. Nella maggior parte dei casi i sintomi si risolvono in pochi giorni, ma in situazioni particolari possono insorgere complicazioni gravi come shock anafilattico, febbre, problemi cardiopolmonari o, in rari casi, conseguenze letali. Negli ultimi anni, diversi avvistamenti hanno fatto scattare l’allarme in varie località italiane.

Uno dei primi a lanciare un segnale di preoccupazione è stato il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello, che già nel 2021 segnalò la presenza di esemplari nelle acque delle Pelagie. In quell’occasione, avvertì sia i pescatori sia i turisti del pericolo dopo che il personale dell’Area Marina Protetta aveva individuato più volte queste “meduse killer” a poca distanza dalla costa dell’isola.

Ma non è solo Lampedusa a essere interessata. Negli anni si sono registrati avvistamenti anche al largo di Chiavari, in Liguria, in Sicilia orientale e persino lungo le coste della Toscana, dove i biologi marini hanno avvertito che la possibilità di ritrovare altri esemplari non è affatto remota. Un episodio particolarmente grave si è verificato a Catania, dove una bagnante è finita in terapia intensiva dopo il contatto con una caravella portoghese.

In generale, la loro presenza è più frequente nelle acque del Mar Mediterraneo occidentale, tra la Spagna e la Sicilia, ma le correnti possono trasportare questi organismi per centinaia di chilometri, rendendo difficile prevederne con esattezza gli spostamenti.

Per questo motivo, esperti e autorità raccomandano massima prudenza: non avvicinarsi mai a esemplari galleggianti in mare e prestare attenzione anche a quelli spiaggiati, perché il veleno rimane attivo per diversi giorni dopo la morte dell’organismo.

Cosa sono le Caravelle portoghesi e perché sono così pericolose

La Caravella portoghese è spesso confusa con una medusa, ma in realtà appartiene alla famiglia dei sifonofori. Questo significa che non si tratta di un singolo organismo, ma di una colonia formata da quattro tipi diversi di individui specializzati, ciascuno con una funzione precisa: galleggiamento, cattura delle prede, digestione e riproduzione. Insieme, creano un organismo complesso e affascinante.

La caratteristica più evidente è la sacca piena di gas che le permette di galleggiare in superficie e che, per la sua forma, ricorda la vela di una piccola nave, da cui deriva il nome “Caravella portoghese”. I suoi colori, che spaziano dal blu al viola, la rendono visivamente spettacolare, ma proprio questa bellezza inganna i bagnanti, spingendoli talvolta ad avvicinarsi per curiosità.

I tentacoli, che possono estendersi fino a decine di metri, sono ricoperti di nematocisti, minuscole capsule che contengono fino a dieci tipi diversi di veleno. Le punture provocano un dolore acuto e immediato. Le lesioni cutanee possono restare visibili per giorni, mentre il dolore tende a diminuire dopo qualche ora. In alcuni casi è, però, richiesto l’intervento del personale medico per complicazioni, per questo la caravella portoghese non va assolutamente toccata.