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Vino troppo caro, la soluzione di chef Cracco nel suo ristorante

Negli ultimi tempi il prezzo del vino è cresciuto sempre più, per questo Carlo Cracco ha pensato ad una soluzione da adottare nel suo ristorante

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Lo chef Carlo Cracco è da anni uno dei volti più noti della cucina italiana contemporanea. Il suo ristorante più iconico è Cracco in Galleria a Milano, ma lo chef e imprenditore negli anni ha affiancato a questo molti altri progetti. Nel 2026, ad esempio, Cracco ha partecipato al Vinitaly, una delle manifestazioni più importanti al mondo dedicate al vino. Proprio il tema del vino, però, è oggi al centro di un dibattito sempre più acceso dato che i prezzi di questo prodotto sono in crescita e il consumo al ristorante rischia di diventare un lusso. In questo contesto, Cracco ha confessato di adottare a volte una soluzione interessante.

La soluzione di Cracco contro i prezzi troppo alti del vino

Negli ultimi anni il costo del vino ha subito un aumento significativo, influenzato da diversi fattori come l’incremento dei costi di produzione e la logistica. Questo si riflette inevitabilmente anche nei ristoranti, dove i ricarichi rendono il vino qualcosa che non tutti i clienti possono permettersi. In un’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’, Cracco ha affrontato il tema dei prezzi del vino.

“I produttori alzano i prezzi perché purtroppo i costi salgono. Però bisogna, in questo momento, stringere un po’ di più i cordoni e cercare di mantenere e fidelizzare i clienti in modo che poi, una volta che si riparte, tutto ritorni normale”. Un passaggio che evidenzia come la filiera del vino sia considerata complessa. Per Cracco, però, il punto centrale resta la cultura del vino. È proprio da questa visione che nasce la sua proposta più innovativa, ovvero il mezzo bicchiere.

Una soluzione semplice ma efficace, pensata per avvicinare più persone al vino senza obbligarle a sostenere costi elevati. Lo chef spiega sempre al ‘Corriere’: “Noi cerchiamo di stare sempre molto attenti, ci sono vini molto accessibili e vini meno accessibili, ovviamente quelli meno accessibili sono piccole produzioni molto speciali dove purtroppo è difficile anche reperire le bottiglie. Nell’altro caso invece bisogna fare un lavoro completamente diverso, cercare di favorire anche il bicchiere, il mezzo bicchiere, cercare di far assaggiare e di condividere con il cliente.”

La formula, già adottata in modo informale nel suo ristorante, consiste nella possibilità di condividere un bicchiere tra due persone. “Si fa ogni tanto, non c’è scritto da nessuna parte, però si fa: è un bicchiere in due e quindi funziona, perché magari i clienti dicono “ma sì dai, mezzo bicchiere possiamo permettercelo”, e quindi bisogna cercare di aiutare anche chi sta seduto a tavola.”

La partecipazione di Cracco al Vinitaly 2026

Nel 2026, Carlo Cracco sarà tra i protagonisti di Vinitaly 2026, raccogliendo il testimone lasciato l’anno precedente da Massimo Bottura. All’interno del padiglione dedicato all’Emilia-Romagna, lo chef guiderà una proposta gastronomica che punta a valorizzare la tradizione regionale. Non tutti sanno, infatti, che lo chef vicentino gestisce con la moglie un’azienda agricola a Santarcangelo di Romagna e presto il progetto si amplierà con l’apertura di un agriturismo.

Il suo ristorante è “Cracco a Vinitaly”, pensato per offrire un’esperienza di alta cucina durante la pausa pranzo dei visitatori della fiera. Il format prevede menù completi a 85 euro, studiati per essere compatibili con i tempi dell’evento ma senza rinunciare alla qualità e alla ricerca. Accanto al ristorante, lo chef ha portato anche la Piadineria VistaMare, un progetto più informale dedicato allo street food romagnolo. La partecipazione al Vinitaly si inserisce in un momento di grande fermento per lo chef, che ha recentemente aperto anche un nuovo ristorante presso il lussuoso Hotel Corinthia a Roma.