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Tartarughe "killer" a Roma, nuovi esemplari: "Non avvicinatele"

Tartarughe azzannatrici a Roma, segnalati nuovi esemplari killer nella riserva di Torre Flavia, cresce l’allarme sicurezza pubblica ed ecosistema locale

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Tartarughe azzannatrici a Roma allarme

Esemplari di tartarughe azzannatrici a Roma sono state individuate ancora una volta in un’area frequentata da cittadini e appassionati di natura; gli esperti invitano alla prudenza.

Dove sono state trovate le tartarughe azzannatrici a Roma

Gli ultimi episodi si sono verificati nella riserva naturale di Torre Flavia, tra Ladispoli e Cerveteri dove, negli ultimi giorni, sono stati individuati due esemplari lungo percorsi frequentati da visitatori e volontari; una presenza ravvicinata che ha colto di sorpresa anche gli operatori dell’area protetta.

Tali ritrovamenti di tartarughe azzannatrici non sono isolati. Come riportato su ‘Il Messaggero’, l’etologo Andrea Lunerti ha raccontato: “Nel corso degli anni ne ho recuperate più di 25 scovate soprattutto nella campagna romana ma anche in aree più centrali. Tra i recuperi più difficili ricordo quello di un esemplare abbandonato in una fontana di un condominio nel quartiere di Monteverde”.

Corrado Battisti, responsabile dell’area protetta, ha spiegato: “Si tratta di ritrovamenti insoliti, considerata la zona relativamente limitata si ipotizza che siano nate direttamente in natura, probabilmente figli di una grande femmina trovata tre anni fa. In questo caso sarebbe la prima generazione di azzannatrici riprodottasi spontaneamente nella riserva. Sono specie aliene che non hanno predatori naturali e che quindi entrano in competizione con le specie autoctone, privandole di importanti risorse alimentari.”

L’attenzione degli esperti si concentra ora sul monitoraggio e sul contenimento. Sempre Battisti ha anticipato l’avvio di un progetto di analisi scientifica: “Il prossimo mese parte un progetto di studio della morfologia e del Dna per appurare se si tratta di individui imparentati, inoltre stiamo mettendo a punto un sistema di cattura mediante il metodo basking trap, ossia una trappola galleggiante costituita da una struttura a zattera posizionata sulla superficie dell’acqua e progettata per catturare l’animale quando esce dall’acqua per prendere il sole”.

Perché le tartarughe azzannatrici sono pericolose

La tartaruga azzannatrice non è un animale comune negli ecosistemi italiani. Originaria del Nord America, si distingue per caratteristiche fisiche che la rendono particolarmente aggressiva se disturbata.

Il carapace robusto e il collo lungo e flessibile le consentono di colpire con rapidità, mentre il becco affilato può provocare ferite anche serie.

Negli ultimi anni la sua presenza nell’area romana ha destato crescente preoccupazione poiché si tratta soltanto di un animale esotico, ma di una specie considerata invasiva e capace di adattarsi con facilità.

Andrea Lunerti, spiegato: “Si tratta di una specie poco conosciuta che viene scambiata per una autoctona ma che invece è molto pericolosa, riuscendo a estroflettere il collo fino a due terzi dal carapace per sferrare potentissimi morsi“.

In diversi casi, infatti, questi animali sono stati scambiati per specie innocue; al contrario, il comportamento difensivo della tartaruga azzannatrice può trasformarsi in un attacco improvviso.

Anche le associazioni ambientaliste hanno ribadito la necessità di mantenere le distanze. Valentina Coppola dell’Associazione Earth Odv ha ricordato: “Mai toccarla o tentare di catturala tenersi a debita distanza e segnalare la presenza con tempestività al numero unico di emergenza”.

L’origine della diffusione resta legata al commercio di animali esotici e agli abbandoni, una dinamica che nel tempo ha favorito l’insediamento di specie non autoctone in ecosistemi fragili. La situazione attuale, tra segnalazioni e interventi, evidenzia la necessità di un controllo costante e di una maggiore consapevolezza da parte del pubblico.