Squalo mako di 2,5 metri a Livorno: il racconto del pescatore
Preso e poi liberato un grande squalo mako a Livorno: il racconto del pescatore Marco Volpi, il campione del mondo di pesca sportiva dalla barca
Uno squalo mako è comparso nel mare di Livorno ed è stato preso all’amo da Marco Volpi, 34 volte campione del mondo di pesca sportiva dalla barca che ha poi liberato l’animale.
Squalo mako a Livorno: il pescatore racconta l’incontro
Marco Volpi ha affidato ai social il racconto dell’incontro con lo squalo mako di oltre due metri: “Ero a traina a ricciole, avevo innescato un tonnetto alletterato vivo da più di un chilo. Dopo diverse ore di traina, la frizione del mulinello finalmente suona e la canna si piega, vai è lei, la ricciolona. La ricciola punta decisa verso il fondo, mentre questo pesce a un certo punto viene in superficie, capisco subito che si tratta di un’altra specie, pensavo fosse uno spada, invece è un grosso squalo mako.
Mi trovavo a circa un miglio a sud dalle Melorie, su un fondale di 22 metri, con in canna uno squalo di quelli veri, un pesce stimato tra i 2,30 e i 2,50 metri e del peso che superava abbondantemente il quintale. Ero da solo in barca e dopo circa 50 minuti di combattimento sono riuscito a portare il pesce sotto barca. Ho fatto quel che potevo con il telefonino, video e foto. Nei video e nelle foto non ci sono particolari che vi possono dare una proporzione della grandezza dello squalo, ma credetemi di pesci grossi, nella mia carriera ne ho presi e visti tanti.
Durante il combattimento è saltato ben tre volte fuori dall’acqua, balzi di oltre due metri, sembrava di stare in un film. Peccato non essere stati in due in barca, avremmo fatto delle riprese incredibili. Lo squalo era esausto sotto barca e il mio problema era di come fare a liberarlo velocemente, senza recare ancora stress a questa fantastica creatura. Il mako inoltre è specie particolarmente protetta.
Canna tra le gambe, stavo fissando con del nastro, un coltello al mezzo marinaio, per tagliare il filo il più vicino possibile alla bocca spaventosa dello squalo mako. Avevo finito appena di fissare il coltello, e il pesce con una capriola improvvisa, una forte codata alla murata del mio Tuccoli 250 VM, si è liberato tagliando il finale. È stata una liberazione credetemi, il pesce se n’è andato in perfetta salute e io avevo immortalato il tutto.
L’amo infilato esternamente è del tipo biodegradabile, quindi non recherà danno alcuno e si distruggerà nel giro di poco tempo. Era un mako femmina, perché non aveva sotto le pinne anali, i due peduncoli che caratterizzano il maschio. Dalla zona dove ero a pescare e il faro delle Melorie, con la mia barca ci impiego 3/4 minuti.
Molti sono i pensieri che mi passano per la testa dopo questa esperienza, perché era così vicino a terra, forse per l’innalzamento delle temperature del mare, per la scarsità di pesce azzurro in alto mare, o chissà per quale altro motivo, sono domande che non avranno mai una risposta. È stata un’esperienza incredibile che a 57 anni non mi era mai capitata, e soprattutto mai e poi mai avrei pensato di tenere in canna a Livorno un grosso squalo mako”.
Le segnalazioni di squali in Italia
Negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni di squali nei pressi delle coste italiane: una delle più recenti risale all’inizio del mese di settembre, quando è stato avvistato uno squalo volpe in Sicilia.
Durante il mese di giugno del 2026, sempre a Livorno uno squalo mako di due metri aveva abboccato all’amo di due pescatori, mentre qualche giorno prima nel canale di Sicilia era stato avvistato un grande squalo bianco.
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