Squalo "gigantesco" ha attaccato una barca al Giglio: il racconto
Un gruppo di pescatori ha raccontato di essere stato attaccato da uno squalo aggressivo di grandi dimensioni al largo dell'isola del Giglio
Negli anni si sono moltiplicati gli avvistamenti di squali nelle acque italiane, un fenomeno che incuriosisce ma, allo stesso tempo, genera timori tra i bagnanti. Dal Tirreno all’Adriatico, passando per la Sardegna e la Costiera Amalfitana, sono sempre più frequenti le segnalazioni della presenza di squali, spesso documentate da video condivisi sui social. L’ultimo episodio, avvenuto al largo dell’Isola del Giglio, ha attirato particolare attenzione. Protagonisti della vicenda sono tre pescatori sportivi che si trovavano in mare aperto quando si sono trovati faccia a faccia con uno squalo descritto come “gigantesco” e molto aggressivo.
Al Giglio una barca è stata attaccata da uno squalo
L’ultimo episodio di avvistamento di uno squalo nelle acque italiane è avvenuto a circa 20 miglia dalla costa del Giglio, in pieno Arcipelago Toscano. Tre amici usciti per la pesca si sono improvvisamente trovati di fronte a un animale di dimensioni impressionanti. A raccontare quanto accaduto è stato uno dei presenti, Nicola Coppetelli e il ‘Corriere della Sera’ ha ripreso le sue dichiarazioni.
“Mi era già successo di essere circondato da uno squalo, una verdesca che girava intorno alla barca ma non attaccava”, ha spiegato, sottolineando come in passato avesse già avuto esperienze simili ma senza conseguenze. Questa volta, però, la situazione è stata completamente diversa: “era uno squalo gigantesco, di almeno quattro metri e mezzo, forse cinque, girava intorno e aggrediva lo scafo, si allontanava di poco e tornava alla carica, era affamato, aggressivo, estremamente nervoso”.
Secondo il racconto, lo squalo avrebbe attaccato la barca più volte, arrivando anche a colpirla con forza. “Ha attaccato la barca almeno tre volte, è sbucato da sotto, abbiamo sentito il botto”, ha proseguito Coppetelli. Il racconto poi prosegue descrivendo come l’animale si sarebbe incastrato con la testa tra i due motori. La situazione è stata resa ancora più complicata dal mare mosso. Alla fine, la soluzione è stata offrire una carcassa di tonno, così lo squalo si è concentrato sul cibo e la barca si è potuta allontanare in sicurezza.
Le ipotesi sullo squalo al Giglio
Dopo l’episodio, il dubbio principale tra le parti riguardava le specie dello squalo. Le ipotesi più accreditate, secondo quanto riporta sempre il ‘Corriere’, si concentrano su due grandi predatori: lo squalo bianco e lo squalo mako. “L’intelligenza artificiale dice squalo bianco, invece un biologo marino sostiene che si tratta di un mako adulto con pinna corta”, ha spiegato Coppetelli. Lo squalo mako, noto anche come mako pinna corta, è uno dei predatori più veloci e potenti del mare.
Appartenente alla famiglia dei Lamnidi, vive prevalentemente in acque tropicali e subtropicali ma è presente anche nel Mar Mediterraneo, seppur in numero limitato. Si distingue per la sua incredibile velocità e per la capacità di compiere salti fuori dall’acqua, una tecnica utilizzata per catturare prede come tonni e pesce azzurro. La sua struttura fisica, con pinne progettate per ridurre l’attrito e una coda potente, lo rende un cacciatore estremamente efficiente. Lo squalo bianco, invece, è il predatore marino per eccellenza, noto per le sue dimensioni imponenti. Da tempo questa specie è presente nel Mediterraneo.
Negli ultimi mesi si sono registrati altri avvistamenti nel Mediterraneo, tra cui uno squalo mako in Sardegna nell’aprile 2026 e un raro caso di squalo capopiatto catturato e poi liberato al largo di Cetara nel 2025. Gli esperti sottolineano che episodi come quello del Giglio restano comunque eccezionali. Gli squali, infatti, non considerano l’uomo una preda abituale e tendono ad attaccare solo in situazioni particolari. In questo caso, la presenza di esche o pesce potrebbe aver attirato l’animale. Va ricordato inoltre che lo squalo mako è oggi classificato come specie in pericolo secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura.
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