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In Sardegna catturato uno squalo a un miglio dalla spiaggia

In Sardegna uno squalo è stato catturato a circa un miglio di distanza dalla spiaggia: si tratta di un esemplare di mako della famiglia Lamnidi

Pubblicato:

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Squalo mako

In Sardegna è stato catturato e poi liberato uno squalo mako: l’episodio è avvenuto nel tratto di mare al largo della spiaggia di Porto Pino nel territorio di Sant’Arresi-Teulada.

Dove è stato catturato lo squalo in Sardegna

Durante una battuta di pesca sportiva in barca, nel mare davanti alla spiaggia di Porto Pino, è stato catturato inavvertitamente uno squalo mako lungo circa un metro e mezzo: i pescatori, dopo qualche minuto, hanno lasciato andare l’esemplare. L’esperienza è stata filmata in un video pubblicato sui social.

Mirko Serra, guida di pesca sportiva e fondatore di Wild Sardinia Fishing, ha raccontato la sua esperienza con lo squalo, svelando di essersi già imbattuto in altri esemplari di mako in passato: “È la terza volta che mi capita di trovarmi di fronte a questo tipo di squalo – le parole di Serra riportate da ‘Unione sarda’ – era lungo un metro e mezzo e ha preso la nostra esca a circa un miglio dalla costa”.

L’episodio è stato poi raccontato anche sui social, attraverso un video pubblicato sul profilo ufficiale di Wild Sardini Fishing che mostra lo squalo impigliato nell’esca. Il post è corredato dalla seguente didascalia:

“Uno squalo mako ha mangiato una delle nostre esche. Prontamente liberato, siamo rimasti meravigliati di come questi pesci siano presenti nelle nostre acque costiere, questo è stato catturato davanti alla famosa spiaggia di Porto Pino nel sud ovest sardo”.

Quello avvenuto in Sardegna non è il primo caso di avvistamento di uno squalo mako in Italia: uno degli episodi più recenti risale al mese di luglio del 2024 quando un esemplare è stato avvistato nel mare di Genova: anche in quell’occasione l’animale è stato ripreso da un pescatore e il video è stato prontamente pubblicato sui social. L’altro avvistamento, invece, risale a due anni prima.

Cos’è uno squalo mako

Il nome scientifico dello squalo mako è Isurus oxyrinchus: conosciuto anche come mako pinna corta, squalo tonno e ossirina, è uno sualo che appartiene alla famiglia dei Lamnidi. Il suo habitat naturale è quello delle acque tropicali e subtropicali ma è presente anche nel Mar Mediterraneo, pur se in quantità inferiori.

Una delle sue caratteristiche principali è la pinna caudale quasi simmetrica, un tratto tipico della famiglia dei Laminidi: le pinne pettorali sono piccole per diminuire l’attrito, mentre la pinna dorsale è rigida per stabilizzare l’assetto.

Lo squalo mako, imprevedibile negli attacchi e capace di un’accelerazione bruciante che gli permette di catturare prede veloci come tonni e pesce azzurro, è uno dei pochi squali, insieme allo squalo bianco, in grado di effettuare il breaching, vale a dire le acrobazie fuori dall’acqua anche oltre la lunghezza del suo corpo. Un mako può balzare fino a 7 metri dalla superficie.

Al momento il mako è classificato come una specie in pericolo secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN): nel 2019 era stato classificato come vulnerabile mentre nel 2007 la sua classificazione era di specie prossima alla minaccia. I rischi principali che mettono a repentaglio la specie sono dovuti alla pesca sportiva e commerciale, con un’altra percentuale di catture involontarie.