L'appello del Financial Times per salvare San Siro: "È unico"
Financial Times, appello per salvare San Siro: il quotidiano britannico chiede perché bisogna demolire un impianto che ha fatto la storia del calcio

Il Financial Times ha lanciato un appello per salvare San Siro: sul quotidiano britannico è stato pubblicato un articolo che solleva diverse interrogativi legati alla costruzione del nuovo stadio di Milano e della parziale demolizione del Meazza, un impianto dove sono state scritte pagine indelebili nella storia del calcio mondiale.
Financial Times, appello per salvare San Siro
Nell’articolo del quotidiano economico-finanziario britannico, viene sollevata la questione legata alla sostenibilità del nuovo stadio, facendo notare che in casi come questo, spesso l’edificio più sostenibile è quello già esistente:
“La distruzione di un edificio che racchiude così tanti ricordi per così tante persone è intrinsecamente problematica ma irrita il suggerimento dei proprietari secondo cui il nuovo edificio, progettato dagli sarebbe migliore perché più sostenibile, irrita. L’edificio più sostenibile è quasi sempre quello che esiste già, soprattutto se contiene tanto cemento quanto questo”.
Nel pezzo a firma Edwin Heathcote, si legge: “Si potrebbe sospettare che la vera ragione della demolizione e della ricostruzione sia l’accoglienza VIP. Il Meazza, infatti, non dispone della raffica di ristoranti di lusso e sky box tipici dei grandi impianti della Premier League o degli stadi statunitensi. E le regole della UEFA per ospitare il calcio di alto livello sono estremamente rigorose nelle loro richieste di lusso. Attualmente San Siro è una cosa rara, uno stadio profondamente democratico”.
E ancora: “È facile essere nostalgici nei confronti dell’architettura, soprattutto di edifici che incarnano così tante emozioni e un così forte senso di appartenenza. Ma una distruzione di questa portata oggi è anche fuori moda, è un approccio superato, non in sintonia con un’epoca in cui la sostenibilità non riguarda anche l’eredità culturale e la conservazione della memoria e della cultura racchiuse in un edificio. Il patrimonio della classe operaia viene spesso considerato meno prezioso rispetto ad altre forme di cultura, e la demolizione di San Siro rappresenterebbe un fallimento nel riconoscere l’architettura moderna del calcio come patrimonio culturale”.
Cosa resterà del vecchio San Siro e come sarà il nuovo stadio
Il progetto del nuovo stadio di Inter e Milan prevede la demolizione parziale di San Siro e la costruzione dell’impianto nell’area dell’attuale Meazza. La copertura, il terzo e il primo anello di San Siro saranno abbattuti: verrà conservata una piccola porzione all’angolo tra la tribuna arancio e la Curva Sud, con il 30% delle caratteristiche rampe.
Le due società calcistiche di Milano, in tempi non sospetti, annunciarono che l’obiettivo del progetto che porterà alla parziale demolizione del Meazza è quello di “attribuire una nuova funzione in armonia con lo sviluppo dell’area”. Resta ancora da definire cosa verrà ospitato in quello che resterà di San Siro, con diverse ipotesi in piedi: uffici, attività commerciali e magari un museo sulla storia della ‘Scala del calcio’.
Il futuro stadio di Milano avrà una capienza di circa 71.500 posti e sarà classificato come impianto di categoria 4 UEFA e categoria 1 FIFA. L’esperienza dei tifosi, nelle intenzioni delle Inter e Milan, verrà migliorata sotto diversi punti di vista: migliore visibilità, totale accessibilità, ulteriore sicurezza, miglioramento dell’acustica e maggior numero di spazi dedicati agli appassionati che potranno vivere lo stadio 365 giorni all’anno.
POTREBBE INTERESSARTI
-
Dove vive Michelle Hunziker: appartamento con vista e vicini vip
-
Le spiagge più belle del mondo nel 2026, 2 italiane in classifica
-
Roma migliore città al mondo da visitare a piedi: la classifica
-
Dove vive Elena Santarelli con il marito Bernardo Corradi
-
Cosa mettono gli italiani nelle cassette di sicurezza
-
Dove vive Teo Mammucari, la villa e il retroscena su Mara Venier
-
Dove vive Barbara D'Urso, tra Milano e la campagna toscana
-
I 13 cognomi italiani a rischio estinzione: alcuni sono "vip"
-
Dove vive Lorella Cuccarini, il rifugio da sogno vicino Roma

