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Sonrisa, Castello delle Cerimonie resta aperto: la scelta del Tar

Il noto Castello delle Cerimonie rimane aperto anche dopo l'ultima pronuncia del Tar che ha stabilito dev'essere un giudice ordinario a pronunciarsi

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Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Il Castello delle Cerimonie resta aperto

La Sonrisa è da anni uno dei luoghi più famosi ma anche discussi della Campania. Situato a Sant’Antonio Abate (Napoli), il complesso è diventato celebre per essere una location molto ambita per matrimoni ed altri eventi. Negli ultimi anni, però, la struttura è finita al centro di una complessa vicenda giudiziaria legata a presunti abusi edilizi. Dopo una lunga battaglia legale durata oltre un decennio, si è arrivati alla confisca dell’immobile e alla revoca delle licenze. Una situazione che aveva fatto temere la chiusura definitiva del Castello delle Cerimonie, nonostante le molte proteste. La famiglia Polese, che gestisce la struttura, non si è arresa, ha sempre fatto ricorso e l’ultima decisione in questi giorni è arrivata dal Tar.

La decisione del Tar sul Castello delle Cerimonie: cosa cambia

Il Castello delle Cerimonie, famosa location per eventi in Campania, ha acquisito notorietà soprattutto grazie al programma in onda su Real Time dal titolo “Il Boss delle Cerimonie”, dal quale ha preso il nome. Dopo anni di successi, ora il posto rischia la chiusura. Il recente intervento del Tar Campania sul caso del Castello  rappresenta un passaggio importante nella lunga vicenda che riguarda La Sonrisa.

I gestori della struttura avevano presentato ricorso contro alcune decisioni del Comune, in particolare quelle relative al pagamento di un’indennità per l’utilizzo dell’immobile dopo la confisca. I giudici amministrativi, però, non sono entrati nel merito della richiesta. Il Tar ha infatti stabilito che la questione non rientra nelle questioni di loro competenza, ma deve essere valutata dal giudice ordinario.

Questa decisione prevede, quindi, che la vicenda non si chiuda così, ma venga semplicemente trasferita dato che sarà un tribunale ordinario a dover stabilire come procedere. Nel frattempo, però, la struttura resta aperta. Nonostante la confisca e la revoca delle licenze, il Castello delle Cerimonie continua a operare pagando un’indennità mensile al Comune per l’utilizzo degli spazi.

Le vicende giudiziarie del Castello delle Cerimonie

Per comprendere appieno la situazione attuale del Castello è necessario ripercorrere le tappe principali della vicenda. Tutto ha inizio nel 2011, quando il complesso viene coinvolto in un’inchiesta relativa a presunti abusi edilizi su un’area molto estesa, pari a circa 44 mila metri quadrati. Da quel momento prende avvio un lungo iter giudiziario.

Dopo anni di procedimenti, si arriva a una sentenza definitiva della Corte di Cassazione nel 2024, che conferma la confisca della struttura. Questo significa che l’immobile è stato acquisito come patrimonio pubblico dal Comune di Sant’Antonio Abate. A seguito di questa decisione, l’amministrazione comunale dispone la revoca delle licenze avviando così il percorso che avrebbe potuto portare alla chiusura definitiva del Castello delle Cerimonie.

La vicenda ha avuto un forte impatto anche sul territorio. La Sonrisa, infatti, rappresenta da anni una realtà economica importante, capace di dare lavoro a centinaia di persone tra dipendenti diretti e indotti. Non a caso, la prospettiva della chiusura aveva suscitato proteste e manifestazioni da parte dei lavoratori, con il sostegno di personaggi pubblici come Maria Grazia Cucinotta. La notorietà della vicenda ha poi superato anche i confini italiani, tanto che anche il quotidiano britannico The Times ne aveva parlato.

Nel frattempo, la famiglia Polese, storicamente legata alla gestione della struttura, ha continuato a difendere la propria posizione attraverso ricorsi e azioni legali. Tra le richieste avanzate, anche quella di annullare alcune delibere comunali e di rivedere l’importo dell’indennità per l’occupazione dell’immobile. Per oggi, però, la situazione resta complessa e ancora aperta e bisognerà attendere la decisione del tribunale competente.